Pensioni, arretrati per 30mila modenesi
Assalto all’Inps di Modena per chiedere informazioni anche da parte di chi non ne ha diritto. Gli equivoci legati al rimborso delle tasse
MODENA Sono 30mila i modenesi che in questi giorni stanno ricevendo una parte delle pensioni congelate nel 2012 e più del triplo sono quelli che in questi giorni stanno assediando Inps, patronati sindacali e Caf per capire se possono ottenere qualche arretrato.
È questa la stima che si raccoglie tra gli addetti ai lavori dopo il decreto del governo Renzi che ha tradotto in pratica le indicazioni della Corte Costituzionale. La decisione dei supremi giudici, a dispetto delle richieste di Renzi e dei suoi ministri, ha bocciato la politica del prelievo forzoso ai pensionati grazie al congelamento della quota legata all’inflazione. Nonostante le proteste del premier e del ministro dell’Economia Padoan, che invocavano la ragion di Stato, il provvedimento non ha avuto correttivi. Così il governo oggi restituisce, una tantum, solo una quota dell’arretrato, variabile dal 10 al 40% a seconda della pensione percepita.
In buona sostanza chi nell’anno 2011 riceveva una pensione mensile di 1405 euro lordi, o superiore, ha diritto alla restituzione di quanto era stato bloccato sino al 2015. Chi riceveva anche una pensione di reversibilità doveva calcolare nel totale anche quell’importo. Nelle scorse settimane l’Inps ha inviato ai diretti interessati una lettera per comunicare il diritto al rimborso ma alla prova dei fatti un numero infinitamente più alto affolla le sedi di patronati e dello stesso ente di previdenza.
LE PRATICHE «La ragione è presto spiegata - sbotta un impiegato Inps - Noi funzioniamo come ufficio informazioni. Qualsiasi pensionato che ha un po’ di tempo si presenta allo sportello, armato del passaparola degli amici, e chiede quanti soldi deve avere. Ma se lo immagina in che condizioni dobbiamo lavorare con centinaia di persone che ci chiedono cose inutili?».
«Il problema esiste e purtroppo anche l’Inps ci ha messo del suo per complicarsi la vita - sospira Sauro Serri, dello Sp Cgil che assiste i pensionati nelle loro pratiche previdenziali - È vero che molta gente si muove spinta dalla voglia di fare chiarezza in mezzo a informazioni contradditorie o che magari si ferma al titolo di un giornale. Però è anche vero che in questo periodo l’Inps manda a casa dei pensionati anche i rimborsi della dichiarazione dei redditi, quando spettano ovviamente. E chi non è attento a leggere il documento di ricevuta, si sbaglia sulla comprensione della causa dell’improvviso versamento. Diversi pensionati sono venuti da noi chiedendo la ragione dell’assegno ricevuto, perché sapevano di non averne diritto; così abbiamo scoperto l’equivoco».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
