Un video per convincere i genitori a fidarsi
Le ragazze avevano ottenuto l’autorizzazione dimostrando che quel tratto del Secchia era sicuro
Da tempo le ragazze avevano notato quell’ansa del fiume un po’ isolata con quell’isoletta a pochi metri dalla riva, che tanto le attirava. Lo avevano confessato ai genitori, avrebbero voluto immergersi lì e per rassicurarli, per dimostrare loro che non ci sarebbe stato nessun pericolo, avevano anche girato un video con il cellulare, mostrando che si vedeva il fondo del fiume. Sarebbero state attente e la presenza delle due sorelle maggiori aveva convinto mamma e papà, che si erano rasserenati alla vista di quell’acqua così bassa.
E in effetti i primi momenti della gita sul Secchia erano filati via lisci come ha confermato la piccola B., la sorella di 11 anni, che ha allertato i soccorsi. È stata ascoltata dalla polizia municipale, affiancata da una psicologa. Inizialmente c’era qualche titubanza nel chiederle di ricostruire quanto avvenuto, di parlare delle sorelle annegate. Gli investigatori, coordinati dal comandante Stefano Faso, non volevano ulteriormente choccarla. Ma lei, con grande dignità e coraggio, si è messa a disposizione. E ha raccontato.
Andavano spesso al fiume, ma solitamente si fermavano prima, nei pressi della briglia. Ma ieri avevano pensato di andare più in là, proprio vicino a quell’isoletta, che tanto affascina. Intorno alle 12 - ha continuato a raccontare agli agenti e alla professionista, intervenuto a suo supporto - hanno deciso di bagnarsi. O meglio, si sono sedute tutte sulla riva del fiume, mettendo in acqua soltanto i piedi. Stavano facendo esattamente quello che avevano già immortalato nel video girato per i genitori alcuni giorni prima. Poi, però, Khaoula ha voluto osare qualcosa di più, forse rassicurata dall’apparente calma della corrente. Si è così approcciata all’isola, seguita dalla piccola Khadija. La sorella B., invece, era già tornata sulla terra ferma, aveva paura di quell’acqua fangosa e sporca. Quando la 22enne e la bimba di 9 anni sono andate in acqua, là dove è molto profonda, Hajar ha capito subito: le due erano in affanno, non riuscivano a tornare in sicurezza. E lei non ha esitato. Ha provato a raggiungerle per allungare una mano, ma il primo tentativo è fallito tanto che si è gettata per tentare un ultimo, disperato tentativo di soccorso, venendo invece inghiottita. (fd)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
