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Festa del Pd, crollo incassi: da 800mila euro a 500mila

di Rino Filippin
Festa del Pd, crollo incassi: da 800mila euro a 500mila

La perdita in soli tre anni. Il segretario del Pd Marco Reggiani sul futuro: «Colpa del caldo, ma bisogna anche ridiscutere il progetto della kermesse»

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Il clima proprio non vuol bene al Pd di Carpi. L’anno scorso l’estate piovosa fece crollare gli incassi della festa dell’Unità dai circa 800mila euro del 2013, ai 650mila del 2014. E il 2015 è andata ancora peggio. Questa volta però non per la pioggia, ma per il caldo. Troppo e umido. E gli incassi si sono contratti a circa 500mila euro. Ma siamo sicuri che sia stata solo colpa del barometro?

«Noi - dice Marco Reggiani, segretario del Partito democratico di Carpi - pensiamo di sì. Siamo onesti: con 38 gradi alle 9 di sera bisognava essere degli eroi per mangiare delle costine preparate al ristorante Falò. Certo però bisognerà interrogarsi anche sul modello di festa sostanzialmente immodificato da circa 70 anni».

Secondo lei cosa non funziona nella “storica” festa dell’Unità rispetto ai nostri tempi?

«Per tantissimi decenni sul territorio sono esistite solo due feste tradizionali: le sagre e le feste dell’Unità. Insomma la concorrenza non c’era e per queste manifestazioni era normale registrare il tutto esaurito. Adesso le occasioni per uscire di casa d’estate sono molte di più. Pensiamo quest’anno a Carpi alle notti bianche, ai mercoledì in centro...».

Vuol forse dire che il Comune dovrebbe organizzare meno iniziative?

«Assolutamente no. Sono felicissimo che il centro della città sia stato rivitalizzato da tante manifestazioni. All’amministrazione municipale va il mio apprezzamento. Dovremo essere noi come Pd a ripensare al modo in cui offrire cultura, politica, intrattenimento e gastronomia».

Nonostante tutto però certi spettacoli della festa del Pd hanno fatto il tutto esaurito.

«Vero, ma è anche capitato che qualcuno fosse indeciso su quale spettacolo seguire visto che in certe sere le iniziative di buona qualità abbondavano, mentre in altre proprio non ce n’erano».

Ma non esiste una sorta di coordinamento in città tra i vari organizzatori di eventi?

«Purtroppo no, ma ritengo potrebbe essere una buona idea trovarsi attorno a un tavolo per evitare sovrapposizioni. Questo soprattutto nell’interesse dei cittadini e lasciando ai vari enti promotori la più ampia facoltà di decisione finale relativamente ai propri eventi. Insomma penso a una sorta di organo consultivo dove si possa discutere liberamente il modo di evitare sovrapposizioni nel calendario delle manifestazioni estive».

Non è che forse il calo di incassi alla festa del Pd sia invece un po’ lo specchio della crisi politica di cui si parla anche a proposito del suo partito?

«In effetti si tratta di un motivo plausibile, a cui aggiungerei anche la crisi economica e la diminuita capacità di spesa delle famiglie. Non sarà facile, ma bisognerà analizzare bene tutte queste ipotesi per riformulare l’edizione 2016 della festa del Partito democratico. Comunque, ribadisco, io credo che buona parte della riduzione degli incassi sia stata dovuta a condizioni climatiche proibitive. Pioggia e caldo torrido hanno lo stesso effetto: tengono la gente in casa».

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