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La LuEn si trasferisce: 19 lavoratori a rischio

La LuEn si trasferisce: 19 lavoratori a rischio

NONANTOLA. Una ventina di lavoratori a rischio e un’azienda storica, produttrice di valvole idrauliche e apparecchiature oleodinamiche, che il 25 agosto se ne andrà da Nonantola con destinazione...

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NONANTOLA. Una ventina di lavoratori a rischio e un’azienda storica, produttrice di valvole idrauliche e apparecchiature oleodinamiche, che il 25 agosto se ne andrà da Nonantola con destinazione Treviglio. La ditta LuEn srl ha gli stabilimenti nella zona industriale, in via Newton. A febbraio la O.M.T. spa di Calvenzano (Bergamo), azienda capogruppo, aveva deciso di acquistare l’immobile a fianco della LuEn, evidenziando nella contiguità dei due beni l’intenzione di allargare l’attività. Ed invece, quando nessuno pensava ad un epilogo simbile, ecco la comunicazione del 24 luglio, con cui la dirigenza informa le organizzazioni sindacali del nuovo piano: chiusura a Nonantola e trasferimento di commesse e lavoratori a Treviglio.

«Certo, il confronto c’è stato - spiega Sauro Tondelli, della Fiom-Cgil Modena - ma la direzione aziendale non ha cambiato idea. Abbiamo contestato tutto tanto che non abbiamo firmato il verbale di accordo. Ora valuteremo. Intanto la Fiom darà tutela sindacale a tutti coloro che non trovano risposte nelle scelte aziendali. Stiamo parlando di 16 lavoratori diretti e di tre occupati a termine. Una parte accetterà il trasferimento. Ma c’è una quota consistente di lavoratori che per ragioni di gestione familiare non potrà spostarsi in provincia di Bergamo. Avremmo potuto discutere e ragionare su un piano aziendale che avesse previsto un trasferimento pianificato. Uno, due, tre anni. Così invece rimane escluso qualunque percorso di applicazione di ammortizzatori».

Le motivazioni del trasferimento sono di natura strategia. «Dicono - spiega Tondelli - che le ragioni hanno origine nella volontà di beneficiare di sinergie di carattere tecnico con la O.M.T. spa. La nostra controproposta è stata quella di trasferire solo i reparti che hanno maggior necessità di sinergia lasciando che tutto il resto continuasse ad essere prodotto a Nonantola. Si poteva scegliere questa via».

Patrizia Cantusci

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