Con Alle Tattoo una festa modenese per il tatuaggio collettivo più grande del mondo
E' di Limidi di Soliera il re dei tatuatori e festeggerà il traguardo dei 150mila amici sul web con un evento il 10 ottobre: il tatuaggio collettivo più grande di sempre. Per il modenese una festa e anche un'occasione per tornare nel Guinness dei Pirmati
MODENA. Intervistare Alessandro Bonacorsi, per tutti semplicemente Alle Tattoo, è come sentirsi Alice caduta nella tana del bianconiglio e catapultata per magia nel paese delle meraviglie. Il paese è Limidi di Soliera e le meraviglie, beh, tutto il suo mondo. Fatto di tatuaggi, ma non solo. E Alle, il cappellaio matto di questa particolare arte da indossare sulla pelle, ci accoglie non per un the, ma per una simpatica chiacchierata nel suo studio.
Da quanto tempo tatui?
«Se posso mentire, da un paio d'anni.. No, scherzi a parte, quest’anno sono 27 anni che faccio il tatuatore e sono orgoglioso di essere una di quelle persone che ha contribuito all’evoluzione di questa incredibile forma d'arte».
Arte, giusto: ti reputi un vero artista?
«Ahahah - ride – beh per me il tattoo è un’espressione artistica stupenda, ma anche una grande responsabilità verso il cliente, che si affida a noi per imprimersi addosso un momento di gioia o di dolore che porterà con sé per sempre».
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Qualche caso particolare legato a questi momenti così significativi?
«Sì! L'altro giorno è venuta una ragazza a cui abbiamo tatuato la manina del suo bimbo di 6 mesi, una grande gioia per una donna, che adesso si porterà anche sulla pelle».
E invece, quali sono i tatuaggi più belli, più curiosi o strani che hai fatto?
«Devo dire che ultimamente riceviamo moltissime richieste bizzarre! C'è chi ci chiede un tatuaggio dedicato alla sua squadra del cuore, magari per celebrare una vittoria o lo scudetto e poi chi si fa tatuare per scaramanzia prima di una competizione importante e poi torna a farsene un altro perché l'ha vinta».
Racconta di chi stai parlando?
«Di Erika Piancastelli - neocampionessa europea con l’Italia del softball - È venuta qui per tatuarsi prima degli Europei di softball poi, da campionessa in carica, è tornata per celebrare il traguardo raggiunto con un tattoo bis. Un orgoglio tutto modenese!».
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Sei davvero amato dagli sportivi. Hai nel tuo studio tante maglie, da DelPiero a Mbakogu del Carpi.
«Limidi è molto vicina a Carpi e tutti i calciatori biancorossi sono miei clienti, ma ne ho tanti anche del Modena, del Bologna e del Sassuolo. La maglia di Del Piero invece, è un bellissimo regalo che mi ha fatto lui di persona a Nuova Delhi, in India».
Più che uno studio da tatuatore, il tuo sembra diventato un vero e proprio museo.
«È vero. E' una bella soddisfazione vedere come tanti campioni “irraggiungibili” siano invece passati da noi, per tatuarsi o semplicemente condividere le loro vittorie lasciandoci un regalo».
Vogliamo i nomi...
«Penso a Tony Cairoli, Casey Stoner, Marc Marquez, Jorge Lorenzo, a Marco Simoncelli, che ho avuto il piacere di conoscere in Malesia nel 2008, quando vinse il mondiale 250 ed è un momento quello, che rimarrà per sempre impresso nella mia memoria. E poi Andrea Cinciarini e Achille Polonara della nazionale italiana di basket, e per tornare al calcio, al mio amico correggese Luca Siligardi, adesso a Verona».
Insomma una bella carrellata di atleti, che si unisce a personaggi dello spettacolo a quanto si può vedere da ciò che esponi.
«Sì e ne vado fierissimo! Abbiamo la chitarra del mitico Slash dei Guns N'Roses e quella dei Metallica. Addirittura Anthony Hopkins. Tra l'altro io adoro “Il silenzio degli innocenti” (il film che nel '92 regalò ad Hopkins l'Oscar come miglior attore protagonista) e la celebre maschera di Hannibal the Cannibal indossata da lui nel film e autografata, l'abbiamo acquistata ad un'asta di beneficenza, facendo uno scambio: un mio attestato del guinness originale, per l’importante reliquia. Penso di averci guadagnato più io però!».
A proposito di Guinness World Records di tattoo, anche qui viaggiamo su numeri importanti, no?
«Ad oggi deteniamo otto record e ad ottobre prossimo, durante la maratona d'Italia, tenteremo di raggiungere il nono. Sono momenti di grande aggregazione con tutti i miei ragazzi, nonché di raccolte fondi importanti per portare il nostro aiuto a chi ne ha più bisogno».
Intanto la tua equipe è al lavoro su belle ragazze.
«Eheheh sono fortunati! Lavorano su “tele” meravigliose infatti. Dave è uno dei fedelissimi, lavora con me da anni ed esegue il disegno del tatuaggio su pelle, perché se c'è una cosa a cui teniamo è che il tattoo sia unico e personalizzato in base al cliente. Poi c'è Luca, esperto d'arte e grafica e infine Dani, molto bravo nella tecnica del water colour».
Water colour? In cosa consiste?
«E' una tecnica nuova che lavora sul colore, il quale dissolvendosi dietro il tatuaggio lo rende più bello ed evidente. Tra l'altro a New York, abbiamo vinto il primo premio proprio per questa tecnica».
Non solo tattoo però nel tuo mondo, anche tanto spazio per attività collaterali.
«E'così! Aiutiamo sia la “Casa delle Donne Onlus” contro la violenza sulle donne, perché l'unico modo in cui vanno fatte soffrire è con un tatuaggio - scherza Alle - e a “La casa di Fausta” invece, un centro di accoglienza di Modena, per genitori con bambini ricoverati in oncologia al Policlinico, daremo il ricavato del Guinness che si terrà il prossimo ottobre».
Sei un fenomeno mondiale, lo dicono i numeri...
«In questi giorni abbiamo raggiunto un traguardo per noi inaspettato: i 150 mila followers su Instagram!».
Come si festeggia quindi? «Per celebrarlo, oltre a delle cover per cellulari dedicate, stiamo organizzando dei raduni nelle principali discoteche del nord e del sud Italia, che culmineranno il 10 ottobre prossimo a Limidi, nella serata clou del Guinnes World Records di tattoo: “Il tatuaggio collettivo più grande al mondo”.
Addirittura?
«Sì a tutti i partecipanti verrà tatuata una lettera, che va a comporre una frase per la mega foto di gruppo in piazza Martiri a Carpi».
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