Forghieri: «Nomine, occhio al metodo»
In casa Pd, dopo che il senatore Stefano Vaccari ha affondato il colpo contro la “fuga in avanti” del presidente del consiglio Francesca Maletti, oggi a scendere in campo è un altro consigliere...
In casa Pd, dopo che il senatore Stefano Vaccari ha affondato il colpo contro la “fuga in avanti” del presidente del consiglio Francesca Maletti, oggi a scendere in campo è un altro consigliere comunale, Marco Forghiere, malettiano doc: «Si invoca giustamente da più parti collegialità e trasparenza nelle decisioni - spiega - Altri sottolineano che chi deve decidere è il sindaco e chiedono di non disturbare il manovratore... Io credo che serva trasparenza e collegialita: è stata la linea principale che mi ha ispirato da quando insieme con la collega Morini mi sono occupato di queste tematiche redigendo gli odg specifici sulle nomine, le partecipate di febbraio scorso e quello più recente cui seguirà delibera a settembre così come ha annunciato il sindaco nell'ultimo consiglio. Credo però che alcune cose vadano sottolineate riguardo le ultime vicende legate alle nomine della Fondazione Cassa di Risparmio e credo anche che vi siano persone nel nostro partito che su questi temi possano portare un contributo importante. Mi sono impegnato sin dall'inizio della legislatura - insieme con altri colleghi - sia sul fronte del taglio degli stipendi dei vertici nominati dal Comune, con un odg del febbraio scorso, sia con il recente odg legato proprio alla selezione dei candidati per il cda della Fondazione».
Tra la collegialità e la decisione del sindaco c’è o non c’è la politica?
«Il punto è proprio questo: ovvio che vi è una figura istituzionale delegata ad una decisione e su questo nessuno ovviamente discute. È una responsabilità e come tale va interpretata. È il metodo che diventa dirimente, è il modo con cui si utilizza la responsabilità che trasforma la scelta in una scelta “politica”. Proprio per questo mi sono fatto promotore - insieme con la collega Morini - di un odg che in qualche modo regolasse e mettesse delle linee guida alle scelte che di volta in volta si devono fare riguardo alle nomine di persone con importanti responsabilità spettanti al Comune. Fornire strumenti chiari e condivisi a chi deve decidere credo sia uno dei compiti più importanti che la politica di questi tempi deve attuare».
Un messaggio per il senatore Vaccari?
«No no assolutamente. Ripeto: dobbiamo fornire strumenti a chi deve decidere: questo ci chiede oggi la gente. C’è qualcuno che deve decidere e questa è una responsabilità: la politica deve garantire che quelle decisioni vengano prese usando strumenti ( curricula, audizioni in commissione, pubblicazione su internet...) semplici chiari e condivisi. Solo cosi si allontana l'idea che le cose si decidano nei salotti o le decida uno solo. Questa operazione e dotazione di strumenti chiari a chi deve decidere non c'entra nulla con il manuale Cencelli, è una operazione di condivisione e di trasparenza che il nostro partito sta portando avanti ovunque è chiamato ad assumere responsabilità: a Roma come a Modena. Alla base ci deve essere comunque la condivisione: in un anno di legislatura tutte le decisioni piu importanti sono state condivise dalle varie “anime” del nostro partito e in consiglio vi è una solidità che fa solo bene alla nostra città: sono certo che anche questa importantissima decisione verrà presa con le stesse modalità».
Il consiglio poteva o doveva fare di più?
«Le scelte della Fondazione sono state e saranno sempre piu importanti per la vita sociale, culturale ed economica della nostra città' : dobbiamo dare strumenti "politici" a chi è chiamato a prendere decisioni, strumenti che trasformino quella decisione in una scelta trasparente, chiara e condivisa». (d.b.)
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