Ma sulle sponde del fiume restano sdrai per la tintarella
Incuranti dei consigli degli esperti e della tragedia avvenuta. Il caldo torrido può più dei no degli esperti, dei divieti di balneazione, delle vittime di questi giorni. I sassolesi e non solo loro...
Incuranti dei consigli degli esperti e della tragedia avvenuta. Il caldo torrido può più dei no degli esperti, dei divieti di balneazione, delle vittime di questi giorni. I sassolesi e non solo loro anche ieri hanno preso d’assalto le rive e le acque del fiume Secchia. In costume, chi attrezzato con tanto di sdraio, lettino o ombrellone, sfruttando le “spiaggette” artificiali o le sponde del fiume, tanti ad ogni ora della giornata continuano a trasformare il corso del Secchia a ridosso della città in una spiaggia, in una Riviera improvvisata.
«Sì sappiamo bene cosa è successo purtroppo, ma il caldo è davvero tanto e anche non facendo il bagno il corso del Secchia rappresenta una buona occasione se non si va, non si è o non si può andare in vacanza, per prendersi un po’ di tintarella e cercare refrigerio nelle acque più basse», è il commento di chi frequenta le sponde del fiume. I divieti di balneazione? «Si ci sono, ma se ci si bagna si cercano i punti dove il livello dell’acqua è più basso e negli anni sono sempre gli stessi... Quanto è accaduto purtroppo è stato, forse, anche perché quelle povere ragazze non conoscevano bene il tratto e la pericolosità del Secchia in quel punto...», dice un anziano sassolese. C’è chi curioso cammina fino al punto in cui è avvenuta la tragedia, anche se isolato, anche se lontano dai punti dove solitamente sta chi frequenta “Secchia beach”. Altri hanno deposto fiori nel luogo dove l’amministrazione comunale l’altro giorno ha lasciato un mazzo di fiori e una mano ha messo un pupazzo-ricordo alle due ragazze.
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