Gazzetta di Modena

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Tentano due rapine in banca: è un flop

di Serena Arbizzi
Tentano due rapine in banca: è un flop

Gli stessi banditi in azione al San Geminiano di Limidi e alla Popolare San Felice di Massa: esplode la mazzetta civetta

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SOLIERA. Due rapine nel giro di tre ore a distanza di qualche decina di chilometri di distanza. Stesse modalità operative: un finto cliente che si avvicina alla cassa e i due compari che lo supportano brandendo un cutter. Stessa conclusione: colpo fallito e fuga immediata. Per la banda italiana, con accento del Sud e con tutta probabilità in trasferta (perché agire a volto scopero, altrimenti?), è stata una giornata magra. A Limidi sono andati in tilt dopo aver avvistato una pattuglia della vigilanza privata, limitandosi a fuggire con una mazzetta (civetta) in contanti; a Massa è stato il palo a segnalare che qualcosa non andava, probabilmente l’innesco del sistema d’allarme silenzioso. Ma riavvolgiamo il nastro di un giovedì che ha tenuto impegnati i carabinieri di Soliera e Finale e del nucleo operativo della Compagnia di Carpi, ora impegnati ad analizzare le immagini dei circuiti di sicurezza.

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È quasi mezzogiorno quando i tre entrano al Banco San Geminiano e San Prospero di via Carpi Ravarino, 600, a Limidi. Il primo, a volto scoperto, si avvicina allo sportello e chiede informazioni per aprire un conto corrente. In pochi istanti scatta la rapina, con un cutter puntato verso l’impiegato e il supporto dei complici che agiscono con il volto travisato soltanto da un cappellino. «Dammi i soldi», gli dice il malvivente. Il direttore però si attiene alle norme di sicurezza della banca e comunica che il denaro è soggetto ad una procedura temporizzata e, pertanto, non sarebbe stato disponibile nell’immediato. Vengono perciò consegnate poche banconote, non più di 500 euro, mescolati ad una mazzetta civetta esplosiva. All’esterno, intanto transita un’auto della vigilanza privata e la banda sceglie di defilarsi, non prima di aver ottenuto le chiavi della C3 del direttore. La vogliono usare per fuggire. La mazzetta, nel frattempo, esplode tra le loro mani provocando fumo rosso e lasciando segni visibili sia a terra che nell’aria, come raccontano gli avventori del vicino bar. I delinquenti salgono nell’auto, che abbandonano poco distante e spariscono. Toccherà ai carabinieri effettuare i rilievi scientifici e cercare nuove tracce. Si tratta della terza rapina al San Geminiano: nel 2006 il colpo fruttò 30mila euro mentre nel 2013 vennero sequestrati 9 dipendenti per un bottino da 50mila euro.

I tre banditi, visto il primo fallimento, si avventurano nella Bassa e alle 15 prendono di mira la filiale della San Felice 1893, in centro a Massa. Usano lo stesso stratagemma per entrare: chiedono informazioni, ma pochi istanti dopo vengono avvertiti dall’esterno e si dileguano. Si sta cercando di capire cosa abbia influito nella decisione: l’allarme silenzioso è stato innescato dai dipendenti, ma non è escluso che un movimento sospetto di qualcuno notato in strada li abbia fatti desistere, sancendo il secondo flop di giornata.

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