Euro 2000, un debito da 3,5 milioni
Sono gli arretrati dovuti ai 200 dipendenti della coop che lavorava per Inalca
Un passaggio, inevitabile, da una società cooperativa ad un’agenzia di lavoro interinale e crediti non evasi per circa 3,5 milioni di euro. La vicenda Inalca-Consorzio Euro 2000 ha avuto questo epilogo.
A maggio, infatti, la società alimentare del gruppo Cremonini, l'Inalca di Castelvetro, ha dato disdetta dell'appalto che da anni aveva con il consorzio Euro 2000; si è così aperta la vertenza tra le parti sociali, che ha visto il sindacato avanzare la richiesta di assunzione diretta in Inalca dei 200 soci lavoratori (850 in totale se si considera anche lo stabilimento di Ospedaletto di Lodi e Rieti, oltre che quello di Castelvetro). Richiesta non evasa, ma invece si è risolta con un accordo (che la Flai/Cgil ha deciso di non firmare) dove si è previsto il passaggio dei lavoratori alla Trenkwalder con un contratto a termine, con scadenza a fine anno.
Poi c'è il tema relativo agli arretrati vantati dai lavoratori verso Euro 2000, che la Flai/Cgil di Modena ha stimato pari a 3,5 milioni di euro; si tratta degli stipendi non erogati, dei ratei per la 13esima e 14esima mensilità, delle ferie non godute, che non verranno erogati ai dipendenti in quanto Euro 2000 è attualmente in amministrazione coatta.
Ma non è tutto, la Flai denunciata anche il sistema di appalti che ruota intorno alla vicenda ed è convinto che entro fine anno verrà costituita una nuova cooperativa, con la riassunzione dei lavoratori a tempo indeterminato, potendo così usufruire degli sgravi previsti dal jobs act. (f.b.)
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