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La Bellentani in tribunale: richiesta di concordato

di Felicia Buonomo
La Bellentani in tribunale: richiesta di concordato

Raggiunto anche l’accordo per la cassintegrazione di tutti gli 81 dipendenti Una crisi di liquidità ricollegabile al calo di vendite delle vetture “made in Italy”

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Cassa integrazione per tutti i dipendenti e in Tribunale la domanda di concordato preventivo. La storia della Bellentani Auto, storica attività di via Emilia Ovest a Modena, si complica ulteriormente. Una decina di giorni fa, infatti, i sindacati hanno siglato con la direzione aziendale un accordo per attivare - per tutti gli 81 dipendenti - la procedura di cassa integrazione straordinaria per un anno. Una scelta inevitabile a fronte di una crisi che da tempo stava attanagliando l’azienda che, inserita nel circuito Fiat, sta subendo gli effetti del calo delle vendite delle automobili made in Italy.

Le autovetture italiane, infatti, subiscono la maggiore competitività delle automobile straniere, più appetibili nel rapporto qualità/prezzo; non è un caso che molte concessionarie legate al circuito Fiat, a Modena come nel resto della penisola, siano in condizioni di difficoltà. E così anche questa realtà storica, quella della Bellentani, nata negli anni Trenta quando Aldo Bellentani, padre dell'attuale presidente Mauro Bellentani, ha iniziato l'attività di rivendita (per poi allargarsi, fino a tagliare l'importante traguardo del mandato Iveco, nel 1975, con la rivendita di automezzi industriali), è entrata nella bufera della crisi di liquidità.

Le difficoltà hanno cominciato a manifestarsi già tempo fa, con l'attivazione di una procedura di cassa integrazione, poi a gennaio del 2014 i contratti di solidarietà per un anno. E alla scadenza lo spauracchio della mobilità per circa 25 lavoratori, intenzione annunciata dall’azienda quando la parte sindacale ha chiesto conto del possibile rinnovo degli ammortizzatori sociali per un ulteriore anno. Intenzione che è caduta nel vuoto, con un stand by di mesi: nessun ammortizzatore sociale, ma nemmeno l’apertura delle procedure di mobilità, ovvero l’anticamera del licenziamento. Fino all’aggravarsi della situazione, che ha portato oggi a firmare un accordo sindacale che ha evitato il peggio dal punto di vista occupazionale: cassa integrazione straordinaria per un anno per tutti i dipendenti. Ma il peggio non è affatto passato, perché a quanto risulta la società ha deciso di presentare in Tribunale la domanda di concordato preventivo, con tutta probabilità un concordato in bianco liquidatorio, aprendo scenari non rosei.

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