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«Mostro di Modena, magistrati coinvolti»

«Mostro di Modena, magistrati coinvolti»

Cavani ha anche raccontato di sapere i segreti dell’omicidio delle otto ragazze. Interrogato in carcere

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Addirittura il “mostro di Modena”, ovvero l’assassino o gli assassini delle prostitute avvenuti a Modena tra gli anni ’80 e ’90. Cavani nei suoi esposti ha provato ad accusare i magistrati del Tribunale di Modena anche di reati inerenti questa irrisolta vicenda, che tenne per anni la città con il fiato sospeso, arrivando in effetti a sfiorare, nell’ambito di indagini mai concretizzate, poliziotti della questura e un magistrato del tribunale.

E così ecco che Cavani riferisce “di avere delle informazioni utili sugli omicidi di otto ragazze, informazioni volte a dimostrare il colpevole comportamento degli attuali giudici del Tribunale e della Procura di Modena». Secondo quanto si è appreso, a questi magistrati veniva contestato dal Cavani di non avere perseguito altri colleghi che si erano occupati del caso.

Trattandosi di indagare su una vicenda così delicata, la Procura di Ancona ha disposto che ad occuparsi di questi accertamenti dovessero essere i carabinieri delle Marche. E così, dando un minimo di credito al serramazzonese dall’esposto agile, i carabinieri hanno raggiunto il Cavani in carcere a Ferrara, il 15 novembre del 2013, per interrogarlo ed acquisire elementi eventualmente utili alle indagini - da riaprire - sul mostro di Modena.

Ma, conclude la richiesta di archiviazione, il Cavani si è limitato a riconoscere la paternità dell’esposto, e si è lamentato che in carcere non aveva con sè la documentazione: “Non sono emersi elementi specifici di reità a carico dei magistrati”, conclude così il pm di Ancona. Nell’inchiesta sono stati coinvolti in tutto due sostituti procuratori della Repubblica di Modena, uno dei quali tuttora in questa sede, quattro magistrati in servizio come giudici presso il Tribunale e un quinto che oggi lavora a Bologna. Due infine i carabinieri coinvolti, quelli che più spesso hanno proceduto in diverse occasioni all’arresto per varie contestazioni di Cavani.

Per tutti il pm di Ancona ha parole rassicuranti. «Non è emerso neppure alcun elemento dal quale ritenere l’esistenza di dolose omissioni o il compimento di atti abnormi». I carabinieri, anzi, avrebbero usato persino qualche cautela in più. Chissà, forse conoscevano già il soggetto... (ase)

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