«Quel camion arrivava a tutta velocità»
Parla la formiginese scampata alla morte nell’incidente a Reggio. Al conducente ritirata la patente
FORMIGINE. Il giorno dopo la tragedia sulla via Emilia nel Reggiano, dove in un tremendo incidente stradale ha perso la vita un’85enne, Anna D’Arienzo, mentre il figlio residente a Castelfranco è in condizioni critiche, impressiona la testimonianza di Stefania Mendozzi, 28 enne di Formigine, miracolosamente scampata alla morte grazie a una manovra veloce che le ha consentito di evitare l’impatto con il camion che invece ha travolto un’altra vettura, quella sulla quale viaggiava la vittima. Il conducente del camion, Francesco Valla di Agrigento, 47 anni, è accusato di omicidio colposo e gli è stata ritirata la patente. «Vi assicuro - dice Stefania Mendozzi - che piano quel camion non andava. Ora questa persona che guidava il mezzo pesante ha un morto e dei feriti sulla coscienza e solo lui sa quanto questa cosa lo segnerà. Ma a questo punto l’importante è che i due feriti si salvino, visto che mi risulta che le loro condizioni sono gravi. Sono loro il mio unico pensiero. E un grazie ai proprietari del caseificio e a tutte le persone che sono accorse per aiutare. Sono state davvero tante». La 28enne di Formigine per le contusioni riportate nell’incidente era stata portata – per accertamenti – al pronto soccorso del Santa Maria Nuova a Reggio per poi essere dimessa con una prognosi di sei giorni. Come lei stessa ha raccontato nei concitati attimi successivi allo schianto, giovedì intorno alle 17 si trovava dietro alla Lancia Phedra (in cui viaggiava la famiglia Panariello) che ha inserito la freccia a sinistra per svoltare nel piazzale del caseificio San Simone. Stefania vede arrivare pericolosamente il camion e tenta subito di sorpassare a destra la macchina ferma che sta cercando di svoltare. Una rapida manovra che le salva la vita, perché con la sua Fiat Punto nera sarà “solo” agganciata e trascinata per qualche metro dal camion che nel contempo tampona tragicamente l’altra macchina.
Mentre proseguono le indagini, preoccupano e non poco i sanitari parmigiani le condizioni di padre e figlio che erano nella parte anteriore della Lancia Phedra. Sono entrambi ricoverati in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Maggiore di Parma. Hanno subìto un pesante trauma cranico. Sono critiche le condizioni del figlio che era alla guida: si tratta dell’agente di polizia penitenziaria 48enne Antonio Panariello che vive con la moglie a Castelfranco Emilia.
Stazionarie, nella loro gravità, le condizioni del padre 83enne Aiello Panariello che ha comunque ripreso conoscenza e resta sotto osservazione. I due genitori – originari della Campania – con la figlia risiedono a Reggio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
