Si sale a Fiumalbo per entrare nel regno del mirtillo
FIUMALBO. Proponiamo la prima tappa della rubrica “Andar per sentieri” con il “Lungo la strada Ducale nel regno del Mirtillo”. Nome sentiero: Lungo la strada Ducale nel regno del Mirtillo Percorso:...
FIUMALBO. Proponiamo la prima tappa della rubrica “Andar per sentieri” con il “Lungo la strada Ducale nel regno del Mirtillo”.
Nome sentiero: Lungo la strada Ducale nel regno del Mirtillo
Percorso: Cà Coppi-Sentiero CAI 507-Rif. Ramisecchi-Foce Giovo (e ritorno)
Tempo di percorrenza: 4 ore
Dislivello: 300 metri
Difficoltà: Sentiero Escursionistico
Un itinerario botanico alla scoperta di faggi e mirtilli. Questo è il tracciato tematico “Lungo la strada Ducale nel regno del Mirtillo” all’interno del Parco del Frignano, sul territorio di Fiumalbo. È un percorso agevole che si può fare tutto l’anno, interamente su sentiero Cai, che percorre l’antica strada Ducale. Il tracciato, con la massicciata in pietra ancora ben visibile, si snoda da prima in boschi di conifere ed isolati faggi secolari per poi proseguire tra le praterie a mirtillo e pascoli di alta quota fittamente ricoperti dal paleo. In questo momento dell’anno è possibile incontrare raccoglitori professionisti intenti nella raccolta. Lo possono fare anche i turisti, ma ricordate che si può raccogliere, al giorno, fino ad un chilo a persona. Per raggiungere il sentiero, da Fiumalbo si percorre la Strada Statale 12, con direzione Abetone, fino ad incontrare sulla destra il bivio per la Val di Luce; dopo circa due chilometri si incontra l’area attrezzata in località Cà Coppi (1357 metri) dove ha inizio il percorso.
Conclusosi il congresso di Vienna con il ripristino delle ripartizioni territoriali preesistenti alle conquiste napoleoniche, la Duchessa di Lucca, Maria Luisa di Borbone, desiderando una via di comunicazione con l’Alta Italia, propose a Francesco IV d’Asburgo-Este la costruzione di una strada da Lucca a Modena senza dovere attraversare il territorio di Barga, appartenente al Granducato di Toscana con il quale non esistevano buoni rapporti. I lavori iniziarono nel 1819 e si conclusero nel 1823. La strada Ducale, un tempo Via della Foce, nacque, così, con l’intento di rappresentare un asse transappenninico alternativo alla via Giardini, ma ben presto declinò perché gran parte del tracciato si sviluppava a quote troppo elevate. Venne così declassata di rango e affidata alle amministrazioni dei Comuni che a causa delle scarse risorse finanziarie non poterono operare le necessarie manutenzioni, così che, con l’Unità d’Italia, cessò di esistere come via di comunicazione e fu frequentata da pastori e carbonai.
Da Cà Coppi si segue la larga strada selciata (Sentiero CAI 507) che porta fino a Foce Giovo per fare ritorno. Tra i punti di interesse dell’itinerario, rilevante “Valle delle Pozze”, così chiamata per la presenza di molta acqua che crea numerosi laghetti e pozze che nel periodo invernale ghiacciano creando sorprendenti scenari naturali. Lungo il percorso si incontrano i vaccineti (che però localmente sono chiamate mirtillaie o baggiolaie), il cui habitat ideale è costituito dai boschi e dalle brughiere tra i 1700 e i 200 metri e che qui è contornata da esemplari di ginepro nano, tossillagine alpina e iperico di Richer.
Il mirtillo è il principale frutto, di qualità eccellente e dalle indiscusse qualità organolettiche, che è richiestissimo sia fresco che per la trasformazione. Tra i punti panoramici, quello presso il “Balzo delle Rose” e quello che affaccia sulla Valle delle Tagliole, dominata dalla presenza del faggio. In corrispondenza di Foce Giovo (1660 metri), c’è un passo che conduce alla valle della Fegana, in Garfagnana e nel fondovalle è presente il famoso Orrido di Botri. Per chi vuole, poi, fare un anello, può, poco prima di arrivare alla Foce, girare a sinistra e seguire il Sentiero CAI 519 fino al Passo di Annibale. Da qui, una volta raggiunti gli impianti di risalita, si imbocca il Sentiero CAI 515 e si ritorna sulla strada della Foce attraverso un tratto difficoltoso.
Andrea Ghiaroni
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