Supercaldo, vendemmia anticipata
Gli enologi sono fiduciosi, con le piogge primaverili la maturazione è regolare
Se in Franciacorta hanno già cominciato a raccogliere i primi grappoli, nelle campagne modenesi gli agricoltori guardano con preoccupazione alla maturazione delle uve.
I più apprensivi, al momento decisivo dell’invaiatura quando gli acini cominciano a cambiare colore, hanno chiamato per conferme gli specialisti. Il Consorzio di Tutela dei Lambruschi si è mosso subito, per mettere insieme i dati di produzione del 2015 con le eccedenze avanzate lo scorso anno ed evitare problemi di sovrapproduzione. I conteggi sono in corso ma un fatto è certo.
Il supercaldo di quest’anno, con l’estate più calda da due secoli a questa parte, aveva fatto temere un a grossa perdita di produzione. E invece no, timori infondati.
Gli agronomi confermano che la stagione è in anticipo di otto, dieci giorni per effetto delle alte temperature. Ma la curva di maturazione delle uve, cioè la velocità con cui si rendono pronte per la vendemmia, non è altrettanto veloce a causa del “gradino termico” della notte, quando le temperature scendono di dieci gradi. Grazie alle abbondanti piogge di primavera il terreno offre alle radici un’umidità utile e il caldo fa il resto, arricchendo gli acini di zuccheri.
Il risultato finale è quello di un raccolto di ottima qualità sempre che il maltempo e i temporali in agguato non mandino in malora il lavoro di un anno.
Così a fine agosto si cominceranno a raccogliere le prime uve più delicate, come Pinot e Chardonnay, poi si passerà a Trebbiano e Pignoletto, sempre nello stesso periodo con i primi di settembre. E infine toccherà all’Ancellotta, un vitigno ben conosciuto dai produttori di lambrusco perchè è molto ricco e offre corpo al vino modenese. Qui ci sono dolenti note: il calo di produzione si farà sentire, con un meno 10-15% rispetto alla produzione media.
Infine toccherà ai lambruschia, dal Salamino al S.Croce per finire con il Grasparossa di Castelvetro, che tradizionalmente chiude la vendemmia. Per ora in campagna tutti tengono le dita incrociate. (s.c.)
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