Gazzetta di Modena

Modena

San Felice, «Odissea da terremotati per pochi metri»

San Felice, «Odissea da terremotati per pochi metri»

Azienda denuncia estenuante pratica per sistemare un fienile. «A Medolla non è così»

2 MINUTI DI LETTURA





SAN FELICE. Aspetta da due anni il via libera ai lavori per tentare di salvaguardare la sua azienda agricola, ma la burocrazia è più forte di ogni sua buona volontà. E così, disperato per i danni che deve affrontare in questi giorni di caldo, Carlo Ferraresi maledice quei pochi metri che lo separano dal territorio di Medolla: «Perchè - si sfoga - la mia esperienza è che se fossi stato in territorio di Medolla questa vicenda insopportabile non mi sarebbe capitata. Possiedo infatti una casa a Medolla e le pratiche si sono concluse in tempi lunghi ma in modo lineare, e ora siamo a posto, qui invece mi sembra di vivere un incubo...».

Siamo in via Perossaro 2645 (ex statale 568), presso l’azienda agricola “Eredi Martini Quinto”, che produce e commercializza ortaggi e frutta. Ferraresi, l’attuale titolare, è su tutte le furie: «Ricordo ancora le parole di un architetto che comanda in Comune a San Felice e che alla vista del mio ennesimo progetto esclamò che era “perfetto”.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.11908977:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/san-felice-terremoto-pratica-infinita-per-sistemare-un-fienile/46845/47108]]

Così perfetto che l’altro giorno ci hanno praticamente bloccato ancora, per l’ennesima volta. E ogni questione, comporta mesi di attesa, per cui non si riesce a smuovere nulla. Solo per il colore rosso o meno rosso del fienile da ricostruire abbiamo perso mesi. Insomma, sono passati due anni e mezzo, perchè nel primo anno dal terremoto eravamo tutti sconvolti, e sono ancora qui ad aspettare». Ferraresi ne ha per tutti: «Ho parlato con i tecnici, mi domando che senso abbiamo certi approcci autoritari e così contraddittori, ho parlato con il sindaco e non è servito, ho parlato con altri amministratori, uno mi ha detto che era tutto a posto e invece non era a posto niente, tanto che mi hanno poi detto che c’era praticamente tutto da rifare».

Gli viene subito fatto notare che la risposta standard del Comune sta nella incapacità dei tecnici privati a gestire i clienti: «Non sono qui a dire che mi sono affidato ad un tecnico presente e perfetto, ma dico che me lo ha suggerito la Coldiretti...».

La sostanza è che Ferraresi in questi giorni è costretto a coprire il container frigo con dei teli per non cuocere la frutta. «A volte uso come magazzino anche il fienile puntellato, oggetto della insormontabile questione, dove entro ed esco con l’elmetto, perchè altrimenti non saprei dove stoccare il prodotto. Sono indignato e disperato».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google