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Il modenese Ilmo Malagoli: una passione per la scrittura

di Laura Solieri
Il modenese Ilmo Malagoli: una passione per la scrittura

Canzoni, sceneggiature, racconti: per la rubrica "Una foto una storia" il modenese Ilmo Malagoli racconta il suo essere artista libero che alterna con l'attività lavorativa di artigiano 

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MODENA. «Vendere o no non passa fra i miei rischi, non comprate i miei dischi e sputatemi addosso». Quando uno scambia due chiacchiere con Ilmo Malagoli da Cognento, personalità poliedrica e spiazzante nel senso migliore del termine, questi orgogliosi versi de “L'avvelenata” di Guccini rappresentano una perfetta colonna sonora.

«La mia vita si divide tra il lavoro di artigiano (realizzo finiture in acciaio per giostre) e quello di artista a vario titolo, anche se nella parola artista non mi ci ritrovo, mi definisco un autore perché non ho una preparazione specifica di una determinata arte: sono semplicemente uno che ha delle idee e le sviluppa». Parola d'ordine della produzione artistica di Ilmo è indipendenza assoluta. Dalla musica al cinema passando per l'editoria e la narrativa ogni suo progetto è autoprodotto in tiratura limitata.

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«Ci sono cose innate in ognuno di noi e ho scoperto che le cose fatte da grande le avevo già sperimentate da piccolo senza accorgermene, quando ho iniziato a sviluppare la passione per il disegno e facevo fumetti che vendevo agli amici e da lì è stata una continua evoluzione in campo artistico». Da adolescente Ilmo approfondisce l'ascolto di diversi artisti e inizia a scrivere. Due nomi su tutti influenzano la sua visione del mondo: Gaber e gli Skiantos. "Gruppo rock sui generis offresi per serate di piano bar alternativo" è il nome del suo primo album nato dal progetto "narrator.it" realizzato con un amico musicista; "Le sette vite del gatto nero" è il nome del secondo lavoro, la cui particolarità è la trasmissione dei testi che invece di essere cantati come ci si aspetta da un cd sono in codice morse. E che dire di brani dai titoli evocativi come CCCP acronimo di "cose che capitano purtroppo"?

La produzione di Ilmo è ricca di chicche underground. «Nei miei scritti prediligo un approccio ironico, divertito. Dai testi di canzoni alle sceneggiature, le cose che ho fatto a livello artistico le ho sempre fatte per me, per passione, e questo mi ha dato l'opportunità di essere libero». L'acciaio e l'arte infatti rimangono due materie rigorosamente separate nella vita di Ilmo, come ci racconta alla galleria Spazio Fisico di Modena di Giancarlo Guidotti, un luogo a lui particolarmente caro.

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«Quando insieme al mio amico Thermos, Massimo Termanini, batterista della storica Paolino Paperino Band che a Modena conoscono tutti, realizzai il film "L'ispettore Brugnacci", per la sua proiezione ricreammo in questa galleria una sala cinematografica e fu un successo. Sempre a Spazio Fisico, nel 2010 nell'ambito del Festival Filosofia ho curato la mostra di Lenny Pescara, cantautore italiano che è andato in America e a un certo appunto ha appeso la chitarra al chiodo e si è dedicato alla pittura. La particolarità della mostra è che si trattava di quadri muggenti, raffiguranti tutti un deserto, una vacca e un cactus, e quando lo spettatore si avvicinava al quadro, questo iniziava a muggire».

l progetto sui libri post datati da leggere a partire dal 2110 è sicuramente la ciliegina della produzione di Ilmo. Una collana di dieci romanzi di autori emergenti, edita dalla casa IV Millennio fondata dallo stesso Malagoli, da gustare a un secolo di distanza l'uno dall'altro. Rigorosamente sigillati da un lucchetto, i volumi racchiudono un tesoro cartaceo per i posteri, che potranno, come da indicazioni di copertina, assaporare solo nei tempi indicati, termine ultimo il 3010. Il nostro Ilmo ci saluta brindando con uno spritz, partecipando in veste di Emilia Bar Lover al reportage di Converso "I migliori bar della via Emilia" assaggiando spritz da Piacenza a Rimini".

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