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A Modena Eat Art di Spoerri: la tavola dopo il pranzo è un’opera d’arte

di Stefano Luppi
A Modena Eat Art di Spoerri: la tavola dopo il pranzo è un’opera d’arte

Arriva a Modena dall’11 ottobre la celebre mostra di Daniel Spoerri “Eat Art” Saranno proposte soprattutto mense ritratte dopo la consumazione dei pasti SONDAGGIO: E' arte o no?

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MODENA. Un anno d'oro per la Civica dal punto di vista espositivo – nonostante le dimissioni a gennaio dell'ultimo direttore Marco Pierini, non ancora sostituito – soprattutto per due rassegne tra le più interessanti in Italia. Una, dedicata ad Art Kane a vent'anni dalla scomparsa e a novanta dalla nascita, è in corso fino al 20 settembre. L'altra è quella che qui presentiamo in anteprima: “Daniel Spoerri. Eat Art in transformation” che dopo la prima edizione primaverile a Chiasso, in Svizzera, arriva a Modena dall'11 ottobre al 31 gennaio 2016.

L'appuntamento, curato da Susanne Bieri, Antonio d'Avossa e Nicoletta Ossanna Cavadini, lega senz'altro i temi dell'Expo tenendo insieme arte ed energia della vita, cultura e cibo. Ma soprattutto permette al visitatore una carrellata di grande qualità su Spoerri – pittore, danzatore, coreografo nato in Romania il 27 marzo 1930 e naturalizzato svizzero – attraverso innumerevoli opere grafiche, sculture, documenti e naturalmente i celebri “tableaux pièges”.

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Quest'ultimo nome di opere non dirà forse gran che al pubblico, ma vedendoli molti li riconosceranno, si tratta infatti dei suoi celebri tavoli, “fotografati” dopo pranzi e cene con i resti non consumati, appesi alle pareti come “normali” quadri. In mostra a Modena ce ne saranno tanti, soprattutto realizzati negli anni Ottanta e Novanta e ancora negli ultimi tempi: opere, in alcuni casi straordinarie, che provengono anche da collezioni locali come la Cattelani di Modena e altre dell'area emiliana. Si tratta, ad esempio, di “Tavolo di Ben II” del 1992, “Collezioni di cucchiai e croci” del 1986, mentre i collezionisti modenesi e reggiani prestano anche altre opere di notevole valore, come le celebri “scarpe con pane” degli anni Sessanta e Novanta.

Lungo il percorso gli allestitori della Civica porteranno molto altro, come le storiche “La Cafetièrie restaurant” del 1963, il “Restaurant de la City” del 1965 e una lunga serie di lavori di Spoerri provenienti dall'austriaco Ausstellungshaus Spoerri. Non mancano poi in mostra le sculture, soprattutto la produzione degli ultimi anni e neppure molti altri materiali storici, comprese foto che raccontano la storia del noto maestro. La vita di Spoerri è costellata da episodi artistici importanti e altri, anche personali, drammatici. Tra questi ultimi va senz'altro segnalato l'omicidio del padre, nel 1942 da parte dei nazisti, che costrinse la famiglia a spostarsi dalla Romania a Zurigo, in Svizzero.

Qui il giovane Daniel è a casa dello zio Theophil Spoerri rettore della locale università: un incontro per lui molto importante perché il futuro artista inizia a interessarsi di danza e letteratura sia in loco che a Parigi dove presto conosce Serge Stauffer, esperto di Marcel Duchamp e Meret Oppenheim e in seguito lo stesso Duchamp, Man Ray e Robert Filliou. Spoerri nel 1960 contribuisce al Manifesto del Nouveau Réalisme e l'anno seguente, a Milano grazie ad Arturo Schwarz, espone per la prima volta. Siamo negli anni precedenti la sua vera innovazione, la nascita della Eat Art, veri e propri montaggi visivi di tavoli con resti di cibo che si legheranno nel 1968-70 all'apertura a Dusseldorf prima di un ristorante e poi della Eat Art Galerie.

Da oltre vent'anni Spoerri vive stabilmente in Italia dove ha anche dato vita a Seggiano, vicino Siena, a Giardino delle sculture. Resta solo una considerazione che già chi conosce la produzione dell'artista compie. Ma questa è arte, davvero?

Sul sito www.gazzettadimodena.it da oggi il sondaggio, accompagnato da un consiglio: visitate la mostra, una volta aperta, di qualunque opinione siate.

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