Montecreto, nuovo rave party abusivo sulle rive dello Scoltenna
L’allarme dei residenti fa scattare l’operazione dei carabinieri Identificati 110 giovani, denunciata 22enne spacciatrice di droghe sintetiche
MONTECRETO. Un altro rave party in Appennino, ma stavolta di dimensioni decisamente più contenute di quello che il 19 luglio portò tra le sponde del Panaro, al confine tra Marano e Pavullo, un megaraduno che andò avanti per quasi tre giorni.
Dalle rive del fiume si è passati a quelle del torrente, lo Scoltenna nella fattispecie, nel tratto che passa per la frazione di Acquaria (Montecreto). Qui, sempre in un campo di proprietà privata, si sono ritrovati sabato notte più di un centinaio di ragazzi che hanno cominciato a fare festa alla grande, con musica alle stelle. Ma il baccano ha fatto svegliare una signora nelle vicinanze, che non ci ha pensato un attimo a chiamare i carabinieri. I quali in pochissimo tempo hanno messo in campo un intervento massiccio e risolutivo: la chiamata è arrivata alle 2.30, alle 3.30 la festa era già finita ed era iniziato il dopo, fatto di minuziosi accertamenti.
Questo grazie all’intervento di cinque pattuglie che, coordinate sempre da Pavullo, sono sopraggiunte anche da Sestola, Fanano, Pievepelago e Lama Mocogno. Visto il bilanciamento di forze decisamente più equilibrato rispetto al rave del Panaro (che ha sfiorato i 4mila partecipanti) qui c’è stato modo di chiedere la carta d’identità a uno a uno degli intervenuti: 110 per la precisione, che hanno fatto scattare altrettante denunce per occupazione abusiva di proprietà privata.
Una spacciatrice. E anche qui poi c’è stato il lato droga, che ha portato a una denuncia per spaccio nei confronti di una 22enne del ferrarese di Porto Maggiore trovata in possesso di hashish ma soprattutto di 20 dosi di “speed”, tra gli ultimi ritrovati nell’ambito delle droghe sintetiche. Detta anche “ice” o “crystal”, è una metanfetamina ad effetto simultaneo tanto potente quanto devastante per il cervello. Droga peraltro facilmente ricavabile in laboratori clandestini con ingredienti facili da reperire ed economici.
Cinque assuntori. Altri cinque ragazzi invece sono stati segnalati in qualità di assuntori. Alle 5 era finito tutto, e l’area poteva considerarsi sgomberata da partecipanti giunti anche da Reggio e, appunto, Ferrara. Tutto comunque si è svolto senza incidenti o particolari resistenze da parte dei ragazzi, che hanno accettato rassegnati il dolente epilogo della festa. La zona del rave peraltro era una vecchia conoscenza dei carabinieri, perché qui una decina d’anni fa si era svolto un altro party lampo, sempre con lo stesso epilogo.
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