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Villa Ombrosa di Modena sigillata tra le erbacce

di Carlo Gregori
Villa Ombrosa di Modena sigillata tra le erbacce

L’edificio, sulla via Vignolese a Modena, dove visse Muratori è un cantiere fermo da anni. Il Comune prevede 1,6 milioni ma i soldi per ora non ci sono

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MODENA.  lavori di recupero dell’intera villa erano iniziati nel 2010 ma già nel 2013 la Giunta Pighi aveva annunciato che sarebbero slittati a casa dei finanziamenti insufficienti. Da allora Villa Ombrosa, l’edificio storico appartenuto prima al Muratori, langue in mezzo alle erbacce, chiusa tra le transenne dio un cantiere che non ha neppure più un cartello sui lavori. Oggi nel parco dietro “La Punta” di via Vignolese – quello che sarebbe uno dei più bei parchi di Modena, lo stesso che oggi ha le panchine aggiustate dai volontari - il palazzo in restauro è un cantiere chiuso e di fatto abbandonato. Si presenta come una specie di enorme cubo intonacato con le porte e le finestre sigillate da assi di legno che spunta da piante spontanee alte anche due metri. In certi punti la boscaglia è quasi impenetrabile.

I lavori sono stati sospesi: il cantiere è chiuso e i sigilli alle finestre lasciano capire che per ora non è previsto nulla se non la pura conservazione e l’impedimento da nuove occupazioni abusive.

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Tuttavia, in Comune, la Giunta Muzzarelli garantisce che i lavori andranno avanti e anzi sono stati destinati ben 1 milione e 650 mila euro: 600 mila euro nel 2015 e, dopo la recente variazione, un milione e 50 mila nel 2016. C’è però un dettaglio: le disponibilità di denaro per ora non ci sono…

LA VILLA. Ludovico Antonio Muratori acquistò Villa Ombrosa nel 1731 (anche se dell’edificio originale pare rimasto ben poco); la villa divenne subito il luogo preferito del grande storico modenese che amava passarci i suoi momenti di riposo. Alla sua morte, nel 1750, l'edificio e il territorio circostante passò in eredità agli eredi Soli Muratori e rimase di loro proprietà per 200 anni, fino a quando nel 1978 fu acquistata dal Comune.

IL RECUPERO. Abbandonata per anni, vandalizzata, poi occupata da centri sociali e infine sgomberata, dal 2010 Villa Ombrosa è stata destinata a diventare la sede modenese della cassa delle Donne, attualmente nella ex scuola elementare di via del Gambero, a Sant’Agnese. Nel progetto presentato nel 2010 dalla Giunta Pighi la storica villa – oggi un cubo chiuso tra le erbacce – diventerà un punto di incontro, luogo di consulenza e accoglienza, sede delle associazioni femminili e della biblioteca del Centro documentazione donna destinato a sette associazioni femminili.

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L’INTERVENTO. Il primo stralcio deli lavori, avviato nel 2010, è stato possibile anche grazie al milione di euro elargito dalla Fondazione cassa di risparmio di Modena. L’intervento, allora, ha messo in sicurezza e consolidato l’edificio. Poi Villa Ombrosa è diventata una semplice voce nel Piano investimenti del Comune e nel 2013 l’assessore Antonino Marino dovette ammettere che i finanziamenti sarebbero slittati perché le casse del Comune erano vuote… In giugno nel Piano investimenti attuale, invece, la Giunta Muzzarelli ha previsto una spesa di 1,65 milioni di euro, come detto: negli ottocento mq della palazzina a quattro piano, sono previsti uffici, sale per accoglienza, per l’ascolto e la consulenza. Tutto deciso, allora? Si procede? Non è detto: per l’approvazione del progetto esecutivo è necessario avere la piena disponibilità delle risorse che al momento ancora non c’è…

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