L'estate di Luca Lombroso «In vacanza insieme al... meteo»
Luca Lombroso, meteorologo dell'Università, dall’Asinara alle Dolomiti sempre collegato per le previsioni. Il sogno? Le Galapagos
MODENA. «Il tempo non va in vacanza». Luca Lombroso ricorda i percorsi tra divertimento e lavoro fatti quest’estate. È il meteorologo dell’ateneo di Modena a ad aprire la nostra nuova rubrica “La mia estate” dedicata alle vacazne dei volti noti modenesi.
È già stato in vacanza?
«Sì, è stata semilavorativa. Ero sempre attaccato a smartphone e tablet per coordinare alcune attività anche della mia nuova esperienza libero-professionale. Sono stato via per buona parte di luglio. Sono andato prima al mare in Sardegna. Ho visto alcuni amici, mi sono immedesimato nell’ambiente locale, visitando anche il museo archeologico, il parco dell’Asinara. Nella seconda parte sono stato quasi un profugo climatico sulle Dolomiti. Mi sono ispirato per il mio prossimo libro».
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Aveva libri con sé?
«Ho portato il mio per ripassare e fare scambi con le persone che incontro. Ho letto anche “Una rivoluzione ci salverà” di Naomi Klein. Con la mia attività non è facile distinguere il lavoro dallo svago. Faccio una foto al cielo perché mi piace e poi magari la uso in un libro o in una presentazione. Il tempo non va in vacanza: se ne fanno i conti, a meno di andare sulla luna».
Che musica ascolta in vacanza?
«La radio e gli mp3. Quest’anno ho riascoltato i brani di Vasco Rossi, sono stato anche al suo concerto. Mi piace Bob Marley, ho pure comprato un telo con la sua immagine. Poi Zucchero, autori italiani e stranieri della mia generazione, e genere disco».
Ha fatto sport?
«Non mi sono portato la bici da casa. Ho nuotato inmare e ho fatto trekking in montagna».
Le vacanze migliori che ha fatto?
«In Costa Rica e a Cuba. Il primo è il Paese più felice del mondo, è in pace con la natura, il 40% del territorio è riserva naturale. Nel secondo sono stato in crociera tra gli atolli, a contatto con i pescatori cubani. Ero con alcuni amici italiani, è stata un’avventura».
Una vacanza che non rifarebbe?
«Quelle con lunghissimi viaggi in auto. Quest’anno ho dovuto prendere un’auto ibrida e il traghetto».
Qualche disavventura?
«L’anno scorso ci sono stati problemi di caldo in Messico e con mia moglie abbiamo approvato un piano B, spostandoci altrove. Vent’anni fa c’è stato un disguido con un tour operator: abbiamo avuto un problema con l’albergo, poi risolto».
Le prime vacanze che ricorda?
«In riviera a Cesenatico, poi l’anno dopo, 19enne, in Gargano con amici in tenda».
Viaggi nel cassetto?
«Le Galapagos e i Paesi dell’Estremo Oriente. Conosco bene lo spagnolo e l’inglese, ma c’è il problema della cucina. Poi mi piacerebbe vedere una ventina di posti minacciati dai cambiamenti climatici. Non dico prima che spariscono, ma si può vedere come salvarli».
Gli effetti sono visibili già nei viaggi?
«Si vedono da tanti indicatori come la temperatura e la vegetazione. Li ho osservati in un ghiacciaio che frequento spesso in Austria. Si vedono dalle barriere coralline, dai fondali che cambiano, dagli effetti degli uragani».
Programmi per il lavoro?
«C’è l’idea di un nuovo libro. Devo trovare un modo di fornire servizi professionali, diffondendo una cultura meteorologica basata sulla prevenzione. A dicembre ci sarà la conferenza sui cambiamenti climatici a Parigi. Un mio amico andrà in bici, ma magari da Modena è un po’ lunga …».
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