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Morti sul lavoro: Modena è novantesima in Italia

di Felicia Buonomo
Morti sul lavoro: Modena è novantesima in Italia

Due i decessi in provincia, peggio Bologna (4 casi), Ravenna e Reggio (8 casi) Beccati, Fillea-Cgil: si è lavorato molto ma il traguardo da raggiungere è lo zero

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Due. È il numero dei morti sul lavoro registrati a giugno di quest'anno in provincia di Modena. Un numero che posiziona la nostra provincia al novantesimo posto a livello nazionale e al quarto nel confronto tra le province emiliano romagnole. Ma in una materia così ostica, difficile dire che la situazione sia rosea, tanto che il sindacato degli edili - settore per antonomasia a maggiore rischio di morti e infortuni sul lavoro - parla di “macchia”, augurandosi che presto il contatore riporti il numero zero. A rivelare i dati è l'osservatorio sicurezza sul lavoro di Vega Engineering sulla base dei dati Inail (che considera gli infortuni mortali avvenuti a lavoro, esclusi quelli in itinere). Secondo l'indagine, a giugno 2015, Modena ha registrato due casi su un totale di occupati pari a 314.369; l'indice di indicenza sugli occupati, dunque, tocca quota 6,4%, posizionandola al novantesimo posto nella classifica che abbraccia l'intera Penisola, dove i casi totali registrati tra gennaio e giugno sono stati 490. «Nel 2015 - afferma Marcello Beccati, segretario provinciale del sindacato degli edili, Fillea/Cgil - non dovrebbe esistire i morti sul lavoro, già un solo caso rappresenta una macchia. Modena in questi anni ha lavorato molto per la sicurezza sui luoghi di lavoro, non possiamo negarlo, ma la battaglia non è ancora vinta, lo sarà quando il contatore segnerà zero e continuerà a farlo». Procedendo nell'analisi si osserva che la provincia modenese, con i suoi due casi, si posiziona al quarto posto nel confronto con le altre province emiliano romagnole, insieme a Rimini, Ferrara e Parma (dove ugualmente si sono registrati due casi di morti bianche). A precederla Ravenna e Reggio, dove si sono registrati otto casi, e Bologna che con le sue quattro morti bianche si posiziona all'82esimo posto a livello nazionale. «Il problema - prosegue Beccati - è che la sicurezza sul lavoro viene vista ancora con un costo. Dobbiamo cambiare paradigma a livello culturale. Ogni infortunio o morte, invece, è un elemento di negatività per l'azienda, che può subire, nel caso del settore edilizio, la sospensione del cantiere e degli appalti e, in casi più gravi, persino la fuoriuscita dal mercato. Le aziende devono cominciare a guardare alla sicurezza sul lavoro come ad un investimento necessario».

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