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Referendum sull’ospedale Il sindaco: «Fumo negli occhi»

MIRANDOLA. «Con il referendum promosso dal Comitato e dalle opposizioni, i cittadini di Mirandola non saranno chiamati ad esprimersi sul futuro dell'ospedale di Mirandola, ma si chiederà alla Giunta...

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MIRANDOLA. «Con il referendum promosso dal Comitato e dalle opposizioni, i cittadini di Mirandola non saranno chiamati ad esprimersi sul futuro dell'ospedale di Mirandola, ma si chiederà alla Giunta di avviare un percorso partecipativo, che è esattamente quello che stiamo già facendo, senza mettere le mani nelle tasche dei cittadini, come invece vuole fare chi propone il referendum. Ancora una volta, qualcuno tenta di gettare fumo negli occhi».

Così il sindaco Benatti, all’indomani della presentazione delle 1600 firme, primo passo del referendum: «La realtà è che nessuno vuole chiudere l'ospedale e che il referendum (che è consultivo e su una materia che non dipende dal Comune) è inutile e dannoso, perché si può arrivare allo stesso risultato senza far spendere ai cittadini i 60mila euro necessari alle operazioni di voto».

Per il sindaco «l’ospedale deve essere ulteriormente qualificato con nuovi servizi ed organizzato da rispondere alle esigenze dei pazienti di oggi e di domani, non guardando indietro, a prima del 2012. Così ci chiedono cittadini, medici, operatori e associazioni. Qualcuno si diverte ad agitare lo spettro della chiusura, giocando sulle paure dei cittadini, noi lavoriamo».

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