Svaligiarono villa a Modena: incastrati e arrestati dopo lunghe indagini
A un anno dal colpo a Portile di Modena due nomadi in cella e due minori denunciati: sono stati scoperti grazie a una targa e ad un’indagine sulle telefonate
MODENA A volte un furto in appartamento arriva a soluzione tempo dopo per percorsi investigativi rigorosi e inchioda i suoi autori. Un colpo a Portile avvenuto un anno fa si è concluso ieri mattina con l’arresto di due nomadi al campo di Casilino di Roma e la denuncia al Tribunale dei minori di due loro complici allora 17enni. I due adulti sono a Rebibbia in custodia cautelare in carcere.
IL COLPO. Il colpo è avvenuto nel maggio 2014 in una villa di campagna lungo via per Castelnuovo, la strada principale oltre Portile. I ladri entrarono dentro la casa quando non c’era nessuno, a forza di rovesciare cassetti e gettare roba all’aria, avevano messo assieme un bottino di alcune migliaia di euro tra orologi e preziosi. Mentre uscivano, però, è arrivato il proprietario. Questi, dalla sua auto, ha visto salire gente sospetta su un’auto parcheggiata proprio vicino a casa sua. L’ha seguita tenendo a mente modello e targa.
PRIME CONFERME. Quando è tornato a casa, ha capito che era stato davvero vittima di un furto e che quelli che aveva seguito erano i suoi ladri. Così, quando la Squadra mobile della polizia di Stato è arrivata alla villa per il sopralluogo, la vittima ha potuto riferire i particolari sull’auto che aveva seguito. Indizi preziosi. La polizia ha scoperto che l’auto era intestata a un nomade romano e ha iniziato a indagare su di lui. Le indagini della Mobile hanno portato a un hotel di Bologna. Nelle videoregistrazioni però si vedevano altre persone attorno all’auto. Con pazienza, gli investigatori sono venuti a capo della loro identità, sempre allargando l’indagine alla cerchia del proprietario. Si trattava di due adulti e due diciassettenni dello stesso campo nomadi.
INCHIODATI. A quel punto, i quattro sono stati inchiodati dalle chiamate telefoniche. Le utenze fornite dalle compagnie telefoniche che gestiscono le loro “sim card” non hanno lasciato dubbi: quel giorno erano a Modena.
L’ARRESTO. A questo punto il dossier è passato alla Procura che lo ha girato al gip di Modena per una richiesta di custodia cautelare in carcere per i due adulti. L’arresto della coppia di nomadi romani è avvenuta l’altra mattina proprio dentro il loro campo. I due sono rimasti sorpresi dall’arrivo della polizia di Modena per contestare un furto in casa un anno dopo. Tant’è. Ammanettati, sono stati condotti al carcere di Rebibbia dove ora resteranno in attesa di essere interrogati dal magistrato. Per i due giovani, invece, è scattata una denuncia presso il Tribunale dei Minori: anche se oggi sono maggiorenni, un anno fa, quando avrebbero computo il colpo, erano ancora diciassettenni. Il loro incartamento è già in mano al giudice.
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