Cisl, un decalogo per la ripresa
Il segretario Ballotta propone già a settembre un tavolo unico Modena-Reggio
«Non c'è tempo da perdere. Subito un tavolo Modena-Reggio per agganciare la ripresa». Lo propone William Ballotta, segretario generale della Cisl Emilia Centrale, la nuova articolazione territoriale della Cisl nata a fine maggio dall’unificazione delle Cisl di Modena e Reggio Emilia, che esorta a sfruttare le oppotunità offerte dal patto regionale per il lavoro e dal riordino istituzionale. Per il segretario Cisl il momento è favorevole. «Le trasformazioni della nostra realtà socio-economica richiedono nuove politiche sia alle istituzioni pubbliche che alle associazioni di categoria, sindacati, volontariato ecc. - afferma Ballotta - Mi sembra che la Regione, con il Patto per il lavoro firmato il 20 luglio insieme alle parti sociali, e con la legge per il riordino istituzionale approvata il 28 luglio, sia già entrata in questa logica. Ora tocca a noi a livello locale. La crisi non è finita, ma realtà tradizionalmente vocate all’export, come Modena e Reggio Emilia, soffrono meno di altre. Un recente studio della società di consulenza K Finance ha rivelato che i distretti sono in ripresa, con Reggio e Modena rispettivamente al primo e terzo posto nella classifica sulla creazione di valore delle province italiane. Questo significa che ci sono le condizioni per ripartire dal lavoro», sostiene Ballotta incoraggiato dagli ultimi dati Istat, che indicano in regione un aumento di 20mila occupati nel primo trimestre 2015 rispetto al 2014 e un calo, sempre a livello regionale, sia della disoccupazione (dal 9,6% di inizio 2014 all’8,9% di inizio 2015) che della cassa integrazione (-56,6% il confronto primo trimestre 2014-primo trimestre 2015). Uno dei temi che il segretario Cisl vuole proporre alle parti sociali modenesi e reggiane è la valorizzazione piena della contrattazione aziendale e territoriale, in modo da legare il salario alla maggiore produttività e alla partecipazione dei lavoratori: a migliori performances delle imprese devono corrispondere salari più alti. Nello stesso tempo occorre riorganizzare il welfare alla luce dei nuovi bisogni dei cittadini. «Dobbiamo arrivare a un sistema di welfare integrato - dice Ballotta - nel quale l’intervento privato non sostituisce, bensì completa l’intervento pubblico». C’è poi un tema che sta particolarmente a cuore a Ballotta: i giovani. «Mi addolora la fuga dei giovani che guardano verso altri Paesi. Spesso sono laureati - conclude Ballotta - Se non li mettiamo in condizione di restare, non fuggono solo i cervelli, ma anche mani e braccia».
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