Colpi di accetta per vendicare l’arresto
Magrebino aggredisce l’uomo che lo aveva segnalato ai carabinieri: gli ha quasi staccato tre dita e il polso, è ricercato
Colpi di accetta contro l’uomo che lo ha fatto arrestare. È questa l’ipotesi investigativa che la polizia sta vagliando dopo quello che si prospetta come un vero e proprio agguato.
Accaduto l’altra notte, nei pressi del cantiere dell'Esselunga, in circonvallazione, dove si è consumato un attacco uomo contro uomo, con l'intento di ferire gravemente. Forse di uccidere. Per quella che viene inquadrata come una ritorsione a causa di una segnalazione alle forze dell’ordine, avvenuta tempo addietro. La vittima quella segnalazione l'aveva fatta ai carabinieri, segnalazione che aveva portato l'aggressore in carcere.
I fatti. Sono circa le 22 quando nella zona, buia e deserta, i due arrivano a contatto.
Entrambi immigrati, entrambi pluri pregiudicati per reati legati allo spaccio e alle sostanze stupefacenti.
Dalle urla della vittima è subito sembrato chiaro che si trattava di un regolamento di conti. Qualcuno è sceso in strada e l’aggressore a quel punto è fuggito. Il ferito, come ha comunicato in seguito il commissariato cittadino di polizia che sta indagando, è riuscito a raggiungere l’ospedale dove è arrivato con gravissime ferite alle dita: indice, medio e anulare della mano sinistra. Poi una profonda ferita al poso sinistro (probabilmente nel tentativo di parare i colpi che scendevano verso di lui). L’uomo accusava anche anche una ferita da arma da taglio all’addome.
Insomma, ci poteva scappare un omicidio, se non fosse arrivato qualcuno.
I sanitari dell’ospedale, oltre a prestare i soccorsi hanno subito chiamato il commissariato che ha inviato sul posto una volante. Gli agenti hanno identificato la vittima, una loro vecchia conoscenza per reati di droga. È un tunisino e ha 53 anni. Si sono così fatti raccontare, e sono subito partiti alla ricerca dell'aggressore, già identificato (viste le indicazioni della vittima) ma ancora introvabile. Seguendo le indicazioni dell’uomo, i poliziotti hanno constatato la presenza di tracce di sangue sul luogo dell’aggressione. Per ora si ipotizza il reato di lesioni personali gravi.
Una delle persone che abitano nella zona (ha chiesto di non essere citata per nome e cognome) ha parlato con preoccupazione di diverse occasioni nelle quali sia attorno al cantiere che nella vicina via del Tricolore (che si trova dall’altra parte della strada, superato il ponte Giovanni da Verrazzano, verso il parco “Le querce”) soprattutto nel fine settimana c’è un continuo litigio, come avveniva già due o tre anni addietro.
Non sono pochi i casi nei quali tra spacciatori in questo modo per salvarsi dalle manette; il “mors tua vita mea est”, di latina memoria è ancora attuale anche se in questo caso si tratta comunque di due personaggi che “professionalmente” si somigliano.
Alfonso Scibona
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