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Spiaggia e letture sotto gli ulivi

di Saverio Cioce
Spiaggia e letture sotto gli ulivi

Il prefetto Michele Di Bari da pochi giorni nella sua Mattinata, le passeggiate con gli amici e le zuppe di pesce

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Un’estate anomala quella del prefetto di Modena, e non dal punto di vista climatico. Ha lasciato tre giorni fa l’ufficio e ieri è partito per Roma per un incontro decisivo al ministero sul caso della Cpl, con 6 mila dipendenti e 800 appalti da sistemare. E fra una settimana, giorno più giorno meno, è previsto il rientro nel palazzo di viale Martiri.

Il suo buen retiro a Mattinata, cittadina di ottomila anime sulla costa del Gargano, quest’anno è ridotto al lumicino ma non se ne mostra dispiaciuto. Anzi.

«Che vogliamo farci, non ci sono ragioni private che tengono quando si tratta del lavoro di tanti padri di famiglia. C’è in ballo il loro futuro e quello di tante aziende, è un pezzo importante dell’economia modenese e del Paese. I sacrifici si fanno volentieri quando c’è una ragione superiore, le ferie s’interrompono e si accorciano senza nessun rammarico».

Come passa la giornata? Spiaggia e passeggiate?

«Sì, sostanzialmente sì. Ne approfitto per rivedere gli amici d’infanzia, il caffè sul corso la mattina e qualche buona lettura il pomeriggio. Io sono nato qui e sono restato in paese sino alle scuole medie, poi ho cominciato il pendolarismo con la vicina Manfredonia dove ho frequentato il liceo scientifico. Poi sono rimasto ad abitare qui perché ho fatto il pendolare con Foggia, lavorando in Prefettura».

Le radici però spuntano fuori a ogni passo

«Sì, senza malinconie però. Prima vivevo qui e ora sono a Modena, un’altra sfida professionale dopo altre già affrontate in passato».

L’estate è l’occasione buona per staccare. Lei?

«Vivo il paese, tutto qui. Mattina e pomeriggio sui lidi Monsignore e Monte Saraceno, che sono di famiglia, tra il mare del Gargano e i fondi di olivi sul retro. Poi a pranzo ci si trova con mia madre e mio fratello, le cognate: in famiglia insomma, come da tradizione».

Il piatto preferito?

«Il “ciambotto”, la zuppa di pesce che profuma di mare. Una meraviglia».

Ma allora la cucina modenese dove la mette?

«Alt, la fermo. Non mi toccate la cucina modenese, una meraviglia, una continua scoperta meravigliosa. Prediligo le ricette a base di pesce ma so apprezzare anche le specialità modenesi con eccellenze conosciute in tutte il mondo».

Il libro sotto l’ombrellone?

«Eccolo. Porto con me “Il diavolo zoppo e il suo compare”, un saggio storico su Talleyrand e Fouchè, entrambi ministri nel passaggio tra la Rivoluzione francese, Napoleone e i successori. Tanti regimi politici, ma sempre l’idea di servire il proprio Paese».

C’è anche il tempo per un poco di musica?

«Certo, la musica folk del Gargano è la mia passione. Da quando ero al liceo con il gruppo parrocchiale avevamo costituito un gruppo musicale, un piccolo coro che recuperava tradizioni e musiche e canzoni dai nonni. Eravamo alla fine degli anni ’70, un periodo molto ricco per la riscoperta del folklore italiano e anche noi abbiamo fatto la nostra parte. Mi fa piacere che oggi la musica tradizionale, soprattutto quella pugliese, sia stata riscoperta a tutte le latitudini, anche dai giovani».

Ci aspettiamo di vederla alle prese con pizzica e taranta?

«Le danze popolari del Gargano, tarantella compresa, rappresentano qualcosa di unico. A dirlo non sono io ma gli specialisti e gli studiosi della musica. E anche Mattinata ha canzoni popolari che affondano le radici nella cultura orale, tramandate di generazione in generazione».

C’è spazio anche per qualche meta particolare?

«Certo, la grotta - basilica di S. Michele a Monte S.Angelo, a pochi chilometri da Mattinata e il sepolcro di Padre Pio a S. Giovanni Rotondo. Due appuntamenti irrinunciabili per la fede».

Progetti?

«Adesso non posso pensarci. Sono in partenza per Roma e la Cpl è una priorità assoluta per i prossimi giorni e anche per i prossimi mesi, almeno per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali».

Il prefetto Di Bari sospira e sale in macchina. Dà un’ultima occhiata alla piana degli ulivi che risalgono sulle montagne di calcare lì a fianco che conosce alla perfezione. Le vacanze - non vacanze del 2015, con il lavoro che lo segue anche alla vigilia di Ferragosto, resteranno nell’album dei ricordi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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