Una lunga scia di sangue fin dagli anni ’70 Prima i coltelli poi le bottiglie di vetro rotte
Sassuolo ci ricasca. Fin dagli Anni Settanta, quando in città c'era una numerosa colonia di sardi che non disdegnavano di affrontare i malcapitati avversari con il coltello, in occasione delle...
Sassuolo ci ricasca. Fin dagli Anni Settanta, quando in città c'era una numerosa colonia di sardi che non disdegnavano di affrontare i malcapitati avversari con il coltello, in occasione delle risse del fine settimana, non sono mancati brutali aggressioni, sfociate nel sangue. Con l’arrivo degli immigrati, degli spacciatori e dei malavitosi in genere, questa usanza si è fatta più frequente. Oltre ai coltelli veri e propri si usano oggetti di risulta, come bottiglie di vetro spaccate (come avvenne qualche anno fa in via Fenuzzi, a due passi dal municipio) che hanno provocato diversi feriti. L’ultimo episodio riporta l’attenzione sul quartiere Braida dove, alcuni mesi fa, alcuni individui si affrontarono con i cocci di vetro. Ma l’episodio più grave fu l’assassinio di un immigrato in via Adda qualche anno fa - era il 2003 - che venne ucciso da un connazionale, arrivato addirittura da Milano, con tre coltellate. (a.s.)
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