Gazzetta di Modena

Modena

L’ombra dei commissari per le Partecipate in rosso

di Stefano Luppi

Il Comune riduce i rapporti “diretti”da 14 a 9. Ora tocca a Promo e Banca Etica Il Patronato e ModenaFiere sono gli enti che perdono di più: circa 250mila euro

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All'indomani della riforma della pubblica amministrazione voluta dal governo Renzi si apre la partita sulle circa 10mila partecipate italiane di enti centrali e locali. Una situazione in alcune parti d'Italia drammatica, che migliora in città come Modena anche se i problemi restano tanti.

Gli organismi partecipati dall'amministrazione sono in tutto 35 tra enti pubblici vigilati, società a partecipazione diretta, enti di diritto privato controllati e altri organismi misti partecipati. Va anzitutto detto che sono poche le strutture in rosso che perdono dunque anche soldi pubblici, come accade in tanti altri luoghi d'Italia. Hanno un reddito netto negativo l'azienda di servizi alla persona “Patronato pei figli del popolo” (a maggioranza comunale, il reddito netto 2014 è negativo per 242mila euro), Modenafiere (il reddito netto è sotto di 250mila euro), la società di promozione Promo (sotto di 48mila euro), il consorzio attività produttive (meno 94mila euro nel 2014), fondazione Vita indipendente (sotto per circa 2mila euro).

È sotto nel 2014 anche un fiore all'occhiello della cultura come Emilia Romagna teatri che a bilancio 2014 vede un reddito netto negativo per 160mila euro. Così come perde 31mila euro la fondazione Emilia Romagna per le vittime dei reati (-31mila euro) e la fondazione Ermanno Gorrieri (meno 7mila a saldo 2014).

Ricordiamo che la nuova legge nazionale Renzi-Madia prevede che le società in rosso potranno essere commissariate, mentre a breve saranno fissati vincoli per le assunzioni – spesso frutto di sistemi clientelari e politici – e per gli stipendi dei dirigenti che però a Modena non rappresentano un problema per le cifre spesso esigue in ballo. Ma certo anche Modena ha i suoi problemi perché il Comune continua a “partecipare” a società che probabilmente a un ente pubblico servono poco o nulla.

Qualche esempio? Cosa c'entra Modena con la Fondazione Arturo Toscanini di Parma di cui pure detiene lo 0,7% ? E di partecipare alla Fondazione vittime reati, presieduta da Sergio Zavoli di cui detiene il 3,19% (e il 3,19% la Provincia) non si può fare a meno? Il Comune si muov secondo il piano di dismissione delle partecipate presentato in marzo dalla giunta. Oggi la situazione delle società finite sotto la lente d'ingrandimento della giunta è questa. Si è compiuto lo scioglimento di “Hsst-Mo”, in liquidazione: il Comune risulta avere una partecipazione diretta in Hera spa pari al 6,863% perché la holding raccoglieva le azioni di tutti i Comuni modenesi azionisti raggiungendo complessivamente il 9,822% del capitale di Hera. Lo scioglimento della holding è stato deciso il mese scorso in occasione della modifica dello statuto e della definizione del nuovo Patto per garantire il controllo pubblico di Hera. Modena ha completato anche l'uscita da “Carpiformazione”, altro ente in liquidazione di cui è stata richiesta la cancellazione dal Registro delle Imprese. L'obiettivo è anche di uscire dalla società Promo della Camera di Commercio, che si occupa di promozione senza sostanziali risultati visibili.

I tempi però ancora non si conoscono, così come non si conoscono quelli di uscita dalla società economica regionale Ervet (Emilia Romagna valorizzazione economica del territorio, 47 dipendenti). Pare che in questo caso ci vorranno ancora alcuni mesi e lunghe discussioni in Regione. Il Comune conferma inoltre l'obiettivo di uscita da Bper, anche se di poco conto visto che parliamo di 20mila euro. La giunta Muzzarelli inoltre sta valutando la situazione di lasciare Banca Etica, coop che ha 50 milioni di capitale sociale ed è partecipata da moltissimi enti pubblici: Modena è qui impegnata per circa 40 mila euro. Più chiara la situazione a proposito di Modenamoremio che si occupa di promozione del centro storico. Il Comune, come preannunciato mesi fa, lascerà l'ente già in settembre anche se in piazza Grande assicurano che «ciò non significa disimpegno rispetto agli obiettivi della società di promozione del centro storico, il rapporto di collaborazione rimarrà saldo. Non viene snaturata la fisionomia di soggetto che ha bisogno di esprimere pluralità: Modenamoremio rimane il partner strategico per la valorizzazione e il rilancio del cuore storico cittadino». Parole dell'assessore alla promozione Tommaso Rotella. Il Comune non lascia comunque le sue principali partecipazioni in Cambiamo, Farmacie comunali, Formodena, Amo spa, Seta spa, Modena Fiere srl, Lepida. Le sole partecipazioni dirette passano da 14 a 9, ma come detto, direttamente o indirettamente, l'ente locale dice la sua in 35 enti.

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