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Le regole per le “soffiate”

Le regole per le “soffiate”

Per i dipendenti dell’ente una procedura per segnalare in sicurezza gli atti illeciti

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Per i dipendenti del Comune di Modena è più semplice segnalare eventuali illeciti o irregolarità di cui possono venire a conoscenza durante il lavoro. Nelle scorse settimane la giunta ha approvato, come previsto da una legge nazionale, una specifica procedura per le segnalazioni e la relativa disciplina di tutela del dipendente che la utilizza. Il provvedimento è stato inserito nel piano triennale di prevenzione della corruzione .

Per le segnalazioni di presunti illeciti o irregolarità i dipendenti comunali o gli ex dipendenti in servizio presso altre pubbliche amministrazioni hanno ora a disposizione una mail (tuteladipendente@comune.Modena.It) e un modulo da compilare reperibile nella rete intranet del Comune di Modena.

Le segnalazioni non sono anonime, ma a tutela dei dipendenti viene garantita la massima sicurezza e riservatezza per evitare possibili ripercussioni sulla loro vita lavorativa: alla mail può accedere, con credenziali riservate e personali, esclusivamente il responsabile della prevenzione della corruzione (nel caso di Modena l'incarico è affidato al segretario comunale) e il dirigente dell'uufficio legale avvocatura civica. Se le segnalazioni riguardano una di queste figure, è necessario inviarle direttamente all'autorità nazionale anticorruzione.

Il contenuto delle segnalazioni sulla base del whistleblowing (questo il nome inglese delle segnalazioni confidenziali) deve riguardare situazioni di cui il dipendente è venuto a conoscenza diretta durante il lavoro. Pertanto non si deve trattare di fatti riportati o riferiti da altre persone relativamente a comportamenti, rischi, reati o irregolarità a danno dell'interesse pubblico.

A parere della giunta Muzzarelli che ha dato il disco verde al provvedimento si tratta di una gamma di possibilità più ampia di quella prevista dal codice penale. Riguarda cioè, come dice la delibera, «tutte le situazioni in cui nel corso dell'attività amministrativa, si riscontri l'abuso da parte di un soggetto del potere a lui affidato al fine di ottenere vantaggi privati, nonchè i fatti in cui venga in evidenza un mal funzionamento dell'amministrazione a causa dell'uso a fini privati delle funzioni attribuite».

Avvertenza per i dipendenti: «la segnalazione non deve essere utilizzata per scopi meramente personali o per effettuare rivendicazioni di lavoro contro superiori gerarchici o l'amministrazione, per le quali occorre riferirsi alla disciplina e alle procedure di competenza di altri organismi o uffici».

Ricevuta la segnalazione, con le opportune cautele partono i controlli per verificarne la fondatezza e individuare gli autori dell'eventuale condotta illecita. Per tutta la durata dell'istruttoria i dati del segnalante vengono tenuti separati dai contenuti sotto verifica rendendo impossibile risalire alla sua identità, almeno fino all'apertura dell'eventuale procedimento disciplinare, all'eventuale segnalazione all'autorità giudiziaria o nei casi in cui l'anonimato non è opponibile per legge, come per indagini giudiziarie, tributarie, ispezioni di organi di controllo.

Il procedimento si deve concludere entro 120 giorni, salvo proroghe per particolari complessità, e al termine chi ha va informato dell'esito.

I dipendenti che effettuano segnalazioni «non possono essere sanzionati, licenziati o sottoposti ad alcuna misura discriminatoria per motivi collegati alla segnalazione». Ma la tutela del segnalante non può essere assicurata nei casi in cui si incorra, con la segnalazione, in responsabilità a titolo di calunnia e di diffamazione.

Se, a seguito delle verifiche interne, la segnalazione risulti priva di ogni fondamento, inoltre, verranno valutate «azioni di responsabilità disciplinare o penale nei confronti del segnalante, salvo che questi non produca ulteriori elementi a supporto della propria segnalazione».

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