Parco XXII Aprile, preso pusher a chilometro zero
Il 49enne scendeva di casa e andava a spacciare nella vicina area verde Azione sinergica di Mobile e Municipale: l’uomo aveva oltre un etto di eroina
Mai abbassare la guardia. Anche se per un po’ non giungono segnalazioni, anche se i passaggi non intercettano facce conosciute o gruppetti sospetti, la zona resta una grande opportunità per fare affari e lo spaccio e i suoi addetti sono sempre in agguato.
Ne sanno qualcosa le forze dell’ordine, in questo caso la polizia municipale e gli agenti della squadra mobile della polizia che, insieme, hanno tenuto d’occhio la situazione al parco XXII Aprile.
E sono stati premiati dall’arresto di un “quadro intermedio”: uno spacciatore cioè che, pur non disdegnando l’attività in strada di rivenditore di dosi ai clienti, riforniva anche piccoli spacciatori che poi andavano a lavorare in altre parti della città.
Quarantanove anni, un precedenti proprio per droga che risale a cinque-sei anni fa, una moglie italiana, questo tunisino si era insediato nel giro del parco e con l’eroina faceva buoni affari, quasi a chilometro zero. L’uomo infatti abita in una strada poco distante dall’area verde: saliva in scooter, arrivava nel parco, vendeva, incassava e all’occorrenza ripeteva in giro casa-parco più volte nell’arco della giornata, a seconda della domanda.
E così il suo via vai è stato notato anche in questi giorni a cavallo del Ferragosto: agenti della municipale e della Mobile si sono piazzati lungo il suo percorso e lo hanno bloccato, mentre era in scooter. Con sè K.L. , tunisino, non aveva nulla, ma a casa, non appena la moglie ha aperto la porta, subito è saltata fuori una “pallina” di eroina-cocaina da un grammo consegnata spontaneamente. Poi, in un armadio, ecco un etto e venti grammi di eroina, già in involucri pronti per lo smercio, e poi 970 euro in banconote per lo più da venti, la classica bilancina per preparare le giuste dosi e parecchi cellulari. Per lui è scattato l’arresto, per la moglie una denuncia. L’uomo è in Italia da una quarantina d’anni e non ha un lavoro fisso. La sua occupazione costante è lo spaccio poichè gli garantiva un regolare ed abbondante guadagno.
Ieri mattina il processo per direttissima: chiesti i termini di difesa, l’uomo intanto resta in carcere.
«Questa operazione - hanno sottolineato ieri i dirigenti di Mobile e Municipale - è il frutto di una ormai consolidata sinergia tra le due forze nell’effettuare i controlli sul territorio, nel monitorare le zone più a rischio e quelle di grande aggregazione».
Dallo scambio di informazioni ai controlli su strada sino ai blitz che sfociano negli arresti: una squadra operativa e investigativa che si sta sempre più affiatando. E a guadagnarci sono i cittadini.
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