«Precari modenesi schiacciati da rimborsi inutili»
Lo sfogo di una docente con famiglia dopo undici anni di lavoro. «Lo Stato non mi ha ancora pagato la disoccupazione ma intanto pretende di avere subito indietro 140 euro in più. Come faccio se non ce li ho e non ho altre entrate? Perchè non li trattiene direttamente dal sussidio, quando arriverà?"
MODENA. «Come tutti gli anni gli insegnanti precari con supplenze annuali vengono licenziati a fine anno scolastico e nei mesi estivi ricevono il sussidio di disoccupazione. Ecco, qui sta il punto: la disoccupazione viene pagata con grande ritardo, non a fine mese. E io ora, con quattro euro sul conto corrente, devo saldare allo Stato 140 euro di tasse entro pochi giorni, altrimenti mi troverò la cartella esattoriale a casa e non potrò farci nulla».
Ha la voce rotta dalla commozione M.R., una docente che da undici anni insegna storia dell’arte, invalida e con un costante trattamento farmacologico che la costringe a spese ingenti per le cure.
E' QUESTA LA BUONA SCUOLA? Nei giorni scorsi l’ultima stangata dopo i sacrifici fatti per stare al passo con gli obblighi del cosiddetto decreto “Buona scuola” voluto dal premier Renzi. Per riuscire a racimolare un punteggio che le permettesse di ottenere anche nel prossimo anno scolastico un posto di lavoro, la docente ha frequentato un corso d’aggiornamento.
«Ovviamente mi sono dovuta pagare tutto io, spendendo 4500 euro tra iscrizione e tutto il resto - dice - In due mesi fatti di sacrifici, studi e pendolarismo, ho superato sette esami con il massimo dei voti: 30 e 30 e lode e il punteggio finale è stato di 100/100. Alla fine la commissione mi ha consegnato l’attestato con gli applausi, una stretta di mano da parte dei commissari e l’invito a tenere io una lezione nell’Accademia d’arte di Bologna".
LAUREA E CORSI A PIENI VOTI. SEMPRE. Bene, queste sono le mie credenziali, oltre a una laurea con il massimo dei voti all’univeristà. E ora invece? Devo rincorrere di tutto, potrei essere spedita anche a Palermo o Nuoro ed essere cacciata se rifiuto. E ai miei bambini che dirò? Ma quello che è peggio è che mancando un mese di stipendio, anzichè essere a credito come gli altri anni al momento della dichiarazione dei redditi, quest’anno sono a debito. Quindi devo pagare subito 140 euro. Dove ho sbagliato? Nella scelta di aver fatto l’insegnante? Eppure basterebbe compensare i debiti: con il primo sussidio lo Stato potrebbe trattenere subito ciò che devo dare».
Saverio Cioce
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