Gazzetta di Modena

Modena

Serramazzoni, ferito mentre fa jogging: arma sospetta nella casa dello zio

di Stefano Totaro
Serramazzoni, ferito mentre fa jogging: arma sospetta nella casa dello zio

Serramazzoni. Il caso del 30enne "miracolato" colpito da un proiettile alla nuca e sopravvissuto. Perquisite le case dei parenti: presi fucili e pistole. Denunce

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SERRAMAZZONI. Blitz ieri mattina in grande stile da parte dei carabinieri nella frazione di Pompeano di Serramazzoni. Una trentina di militari sono stati impegnati nelle perquisizioni, delegate dalla Procura di Modena, effettuate a casa della famiglia e dei parenti del ragazzo “miracolato”, Carlo Alberto Poggioli.

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Si tratta di quel trentenne che nei giorni scorsi ebbe a raccontare, proprio ai carabineri, di essere stato colpito alla nuca da un proiettile mentre faceva jogging per i boschi, di essere corso a casa e, una volta arrivato in ospedale, di aver rimesso il proiettile, un calibro 365. Quel proiettile non gli ha leso nulla, alcun muscolo, alcun organo vitale, è entrato e poi è uscito. I carabinieri, come scrivemmo, iniziarono ad indagare sull’accaduto e anche, e soprattutto, cercando di accertare la veridicità del racconto fornito dal ragazzo. La prima cosa che notarono era che il colpo non poteva essere stato sparato da lontano, nè da molto nè da poco lontano. Ma da vicino. C’erano evidenti segni di bruciatura attorno alla ferita d’entrata, c’erano tracce dello sparo addosso al giovane. Gli esperti in breve tempo m confermarono ciò che l’occhio clinico dei militari aveva da subito notato.

L’ipotesi di un bracconiere poi, in giro da quelle parti e armato con una pistola di quel calibro, era piuttosto inverosimile.

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Non essendoci inoltre elementi che potessero legare il fatto a ritorsioni, a contrasti di lavoro (il giovane non lavora) o altri elementi esterni, l’attenzione investigativa dei militari dell’Arma si è allora spostata sull’ipotesi di un incidente, di un infortunio domestico o in ambito famigliare.

In una prima perquisizione, nei giorni scorsi, al padre del giovane vennero sequestrati non uno bensì tre fucili da caccia e parecchie munizioni. Ieri mattina i carabinieri sono tornati in quella casa e hanno sequestrato altre munizioni.

Ma i militari, come detto scesi in campo con una trentina di uomini, non si sono fermati solo a quella casa: ieri mattina si sono recati in visita anche presso gli zii, i fratelli del padre del 30enne, tutti quanti abitanti nella frazione di Pompeano.

In casa di due zii sono state poste sotto sequestro armi di vario tipo: fucili, pistola e numerose munizioni. I due sono stati denunciati a piede libero per varie violazioni alla legge sulle armi.

A casa del terzo zio, il titolare di un noto ristorante a Pompeano, i militari dell’arma hanno trovato e sequestrato quella che definiscono una “un’arma da fuoco artigianale composta da un bastone di legno con all’interno una canna atta a sparare”. E anche per lui è scattata una apposita denuncia alla Procura.

Le armi , hanno comunicato in una nota i carabinieri nel Nucleo investigativo di Modena che stanno effettuando indagini e relative operazioni, le indagini, verranno analizzate per capire se una di esse possa essere compatibile con quella utilizzata per ferire alla testa Carlo Alberto Poggioli.

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