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Rigo tra montagna e tanto rock

di Valentina Corsini
Rigo tra montagna e tanto rock

Per il bassista vacanze tra il concerto di Dylan e Vipiteno per caricarsi in vista di Campovolo con Liga

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Se è vero che la casa è dove si trova il cuore, quello artistico e affettivo di Antonio “Rigo” Righetti abita al “Posto”, lo spazio creativo e culturale nel cuore di Modena che condivide con la moglie Francesca e la cognata Roberta, costumiste cinematografiche.

Una specie di bazar in cui trovano spazio arti di ogni genere, moda, design e ovviamente la musica. Ed è qui, in piazza della Pomposa, che ci accoglie per una bella chiacchierata sulla sua estate. Un’estate che si preannuncia ricca non solo di vacanze, ma anche di lavoro e nel suo caso ovviamente di tanta musica.

Essendo un bassista modenese di lungo corso (Ligabue, Poggipollini, Bennato solo per citare alcuni degli artisti con cui ha collaborato), oggi solista, la musica non poteva che diventare il filo conduttore dell'intervista.

Dove vai, o ti piace andare in vacanza?

«Faccio un mestiere che è la mia passione! Un privilegio, ma anche un affanno per i tanti chilometri di strada che percorro, ogni tanto qualche ora sabbatica me la prendo! Mi piace ritrovare “la quadra” sugli Appennini modenesi, a Carpineti. Ma amo molto anche il Parco Ducale di Pavullo, per il suo maestoso Cedro del Libano».

Che libri ti porti con te in valigia quando parti?

«Sono un accanito lettore di biografie sui musicisti, non sempre ben tradotte in italiano, in verità. Ho appena finito “Raga Mala” di Ravi Shankar, uno straordinario musicista indiano, presente a Woodstock nel '69, a lungo collaboratore di George Harrison e papà di Norah Jones. E poi sto leggendo l'Enciclica di Papa Francesco, che dà suggerimenti interessanti sul tema dell'ecologia. Questo Papa è una grande speranza per l'umanità, è “uno che c'ha del tiro”, come diciamo noi musicisti».

E la musica invece? Fa parte dei tuoi momenti di vacanza e di svago?

«Adoro l'ultimo cd di Neil Young “The Monsanto Years”, che è un album di denuncia contro le grandi multinazionali, ma molto fresco e godibile. E poi “The Other Side of Desire”, l'ultimo lavoro di Rickie Lee Jones, musicista stravagante, litigiosa coi bassisti (ride) ma dalla voce da bambina eccezionale».

Fai sport?

«Gioco a calcio con mio figlio Angelo di 12 anni con pessimi risultati! Vorrebbe che migliorassi... Gli ho detto che quando il papà di un suo amico prenderà lezioni di basso, lo farò! E poi “fustigandomi” a volte vado a correre».

Qual è stata la vacanza più bella della tua vita?

«Non sono nostalgico, dico quella che ho appena fatto! Con mia moglie Francesca e mio figlio Angelo, siamo stati prima a Locarno al concerto di Bob Dylan e poi a Vipiteno, dove a contatto con la natura ho ricaricato le batterie della creatività. Con chitarra e basso al seguito però, perché quando l'ispirazione chiama..»

E la vacanza che hai sempre sognato di fare?

«Sogno il paesaggio del Tibet e dell'India. Poi l'Africa continentale per ritrovare le radici della musica e della nostra essenza».

Una disavventura che ti è capitata in vacanza invece? «Ne è capitata una proprio a Vipiteno! Francesca mentre faceva retromarcia ha preso in pieno l'unico albero che c'era! Lunotto posteriore frantumato e coperto con il nylon per un ritorno sulla Brennero agli 80 all'ora».

A settembre si riparte, progetti?

«Settembre per me sarà uno splendido mese sulla via Emilia.. Il 19 ritroverò quel magnifico bagno di folla che è il Campovolo, il 20 per la serata finale del Festival della Filosofia, con Francesca e Roberta sarò al Teatro Storchi per il Premio Virginia Reiter. In concomitanza con la loro mostra, io e il disegnatore Stefano Ricci, ci diletteremo con musica e disegni dal vivo».

Quella sera poi, saranno disponibili in anteprima 100 copie numerate del mini LP “Rigo Waterhole ep”, la cui copertina è stata disegnata proprio da Stefano Ricci. E per chiudere il mese in bellezza, il 28 suono alla Sagra della parrocchia di S. Agostino qui a Modena».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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