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Scuola, niente più certificato medico

Scuola, niente più certificato medico

Sparisce l'obbligo di presentarlo dopo 5 giorni di assenza anche se per malattie infettive

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Tra poco più di un mese migliaia di studenti emiliano-romagnoli torneranno sui banchi di scuola. ma ci sarà una novità: sparirà il certificato medico per chi fa più di cinque giorni di assenza, anche se a causa di una malattia infettiva. una legge regionale approvata a luglio semplifica infatti la normativa in materia di certificazione sanitaria e riduce drasticamente i casi in cui per tornare a frequentare le lezioni dopo una lunga assenza, nelle scuole di ogni ordine e grado, occorre il certificato medico passando prima dal pediatra. in sostanza, l'obbligo della certificazione resta nel caso «lo richiedano misure di profilassi a livello internazionale e nazionale per esigenza di sanità pubblica, vale a dire situazioni di particolare criticità» e nel caso «il soggetto richiedente sia tenuto alla presentazione del certificato in altre regioni». a precisarlo, in una comunicazione rivolta sia all'ufficio scolastico regionale sia a pediatri e medici di base, è il direttore generale della sanità e delle politiche sociali della regione, kyriakoula petropulacos. del resto «le evidenze scientifiche in materia di malattie infettive e della loro diffusione- spiega la dirigente- hanno confermato che il pericolo di contagio è di solito massimo durante la fase di incubazione e all'esordio clinico, si riduce durante la convalescenza e, passati i cinque giorni dall'inizio della malattia, raggiunge livelli compatibili con la presenza in collettività».

La norma regionale che di fatto abolisce il certificato medico per le assenze da malattia, chiarisce ancora la missiva, «si applica a tutte le scuole di ogni ordine e grado». la legge regionale di fatto «responsabilizza maggiormente sia i medici curanti nell'informare ed educare i genitori alla compresione, nel caso di una malattia infettiva, delle indicazioni di profilassi», sia le famiglie «nell'assicurare la piena guarigione dei ragazzi nel rispetto anche della tutela della salute collettiva, prima di rinviarli a scuola»

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