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in stradello barca a s.donnino

Telecom, palo crollato e abbandonato

Telecom, palo crollato e abbandonato

«Sono due mesi, dico due che chiamo al 187 a Telecom in tutti gli orari. Ho sentito tante persone dall’altro capo del telefono, ho protestato, strepitato, segnalato il palo rotto con i cavi...

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«Sono due mesi, dico due che chiamo al 187 a Telecom in tutti gli orari. Ho sentito tante persone dall’altro capo del telefono, ho protestato, strepitato, segnalato il palo rotto con i cavi telefonici sotto tensione vicino a casa ma finora non c’è stato nulla da fare. Non è venuto nessuno a riparare questa situazione. Però io la bolletta la pago tutte le volte regolarmente, i signori della Telecom invece ci lasciano soli con i nostri guasti».

La signora Teresa Bruni è un fiume in piena. Lei abita in una delle due case dello stradello che da S.Donnino costeggia l’autostrada e va verso il Panaro. Proprio in quel punto sono crollati due pali della luce di una linea secondaria e nonostante le mille segnalazioni nessuno ha riparato il guasto che finisce per creare non pochi disservizi al momento di ricevere le telefonate.

L’unico intervento del servizio di manutenzione della telecom è stato quello di un collegamento volante e il consiglio di dotarsi di un cellulare, per ogni evenienza.

«Ma io non ho nessuna voglia di comprare un telefonino - protesta la signora Bruni, 80 anni portati a passo di carica - Io sono affezionata al mio telefono fisso e non vedo perchè devo perdere testa e vista per leggere i numerini e spendere altri soldi. Nossignore, sono stata tra i primi a mettere qui il telefono, nel 1970, e sono andata sempre bene con quello.

A quell’epoca il mio vicino mi chiese di sottoscrivere con me la richiesta e io spesi ben 800 mila lire, che a quell’epoca erano una bella cifra, per poterlo installare oltre naturalmente alle bollette normali. Noi qui siamo alla periferia della città, in aperta comapagna, ma non capisco come mai la Telecom se ne infischi dei suoi clienti. Non mi sembra giusto. Tra l’altro il palo spezzato e caduto sulla linea, oltre a disturbare le comunicazioni, è un problema anche per quanto riguarda l’aratura. Dopo Ferragosto dovrò chiamare il trattore e lasceremo incolto quel pezzo di terra perchè di certo non possiamo spostare noi il palo con il cavo telefonico. Non vogliamo aggiungere problemi, noi il danno ce l’abbiamo già in casa e dopo nove settimane stiamo aspettando di capire che cosa succedderà». (s.c.)

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