Tragedia nel fiume, Khaoula non ce la fa
Morta la terza sorella che si era immersa nel Secchia. I genitori tornati ieri dal Marocco per le esequie di Hajar e Khadija
Non ce l’ha fatta Khaoula Louahbi, 21 anni, che era stata recuperata ancora viva dal fiume Secchia il 4 agosto scorso. Le due sorelle di 18 e 9 anni, Hajar e Khadija, erano morte subito, travolte dall’acqua e annegate. Khaoula era ricoverata nel reparto di Neurorianimazione dell’ospedale di Baggiovara; le sue condizioni cliniche, già compromesse al momento del ricovero, sono rimaste costantemente gravissime fino a ieri pomeriggio, quando i medici che la seguivano non hanno potuto fare altro che constatarne la morte. Troppo gravi le lesioni riportate.
I genitori hanno appreso la notizia ieri al loro ritorno dal Marocco, dove si erano recati per accompagnare le salme delle altre due figlie, che sono state seppellite nel paese d’origine. Ora si attende di sapere cosa deciderà il magistrato per Khaoula; è probabile che la salma venga trasferita all’istituto di medicina legale.
«Poi vorremmo portare anche lei in Marocco, vicino alle sue sorelle» ha detto il papà Abdelhak. Con la sua calma profonda sostiene un dolore immenso: «Noi accettiamo ciò che viene da Dio, non possiamo andare contro la sua volontà. Il destino è scritto e noi preghiamo per poter rimanere sulla retta via fino al nostro ultimo giorno sulla terra». Poi ha parole di gratitudine per tutti coloro, sassolesi e non, che hanno sostenuto la sua famiglia in questi terribili momenti. «Il bravo amico si scopre nel momento del bisogno - aggiunge - e noi abbiamo scoperto di avere tante persone intorno a noi che ci vogliono bene. Ringrazio tutti, le tantissime persone di ogni nazionalità che ci sono state vicine e ci hanno aiutato».
Khaoula era una studentessa di Ingegneria Meccanica all’Università di Modena. Una ragazza estroversa, ma anche molto attenta alla famiglia e ai problemi che circondano la società attuale. Era una vera italiana, tornerà a Casablanca, ma tra Modena e Sassuolo lascia tanti amici.
Quando venne portata sulla riva del Secchia i soccorritori parlarono di situazione disperata. La ragazza era rimasta incosciente per oltre 40 minuti mentre i sanitari cercavano di rianimarla. La corsa con l’elisoccorso a Baggiovara non ha però invertito un destino beffardo. Lei era la più grande delle quattro sorelle arrivate sul fiume. Insieme avevano messo i piedi in acqua, in un tratto basso, sicuro, lo stesso che avevano fatto vedere in un video ai genitori per ottenere poi il permesso di andarci, per alleviare il calore e passare qualche ora in relax, lontano dagli sguardi indiscreti. Khaoula aveva però osato, aveva raggiunto l’isoletta che dista pochi metri dalla riva e l’aveva scavalcata per immergersi. Con lei c’era anche Khadija; le due ragazze vengono sorprese dalla profondità del fiume, annaspano, Hajar cerca di salvarle, ma anche lei viene trascinata tra melma e rocce. Si consuma così la peggior tragedia che il Secchia ricordi.
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