Inseguito dalla polizia in via Emilia per tutta Reggio Emilia: la folle corsa di un infermiere di Modena
Il cinquantenne di Rubiera dipendente sanitario presso un ospedale di Modena in manette dopo un’ora di inseguimento da casa sua a Reggio Emilia: ha cercato di investire agenti e militari e alla fine è stato ammanettato
REGGIO EMILIA. Un’ora di folle fuga a tutta velocità tra Rubiera e Reggio Emilia. Tentando ripetutamente di investire agenti di polizia e carabinieri, di speronare le pattuglie e mettendo seriamente a repentaglio la sicurezza di molti ignari automobilisti. Ma alla fine per Antonio Parisi – 50enne napoletano di origine ma residente a Rubiera dipendente Osa di un ospedale di Modena – sono scattate le manette. E ora, oltre alla lunga lista di reati che gli vengono contestati, rischia anche un’incriminazione per tentato omicidio plurimo.
Sono le 22 circa quando scoppia il caos. L’uomo è nella sua abitazione di via Aristotole. E’ in corso un’accesa discussione con la compagna. Qualcuno chiama i carabinieri. Ma quando sul posto arriva la prima pattuglia con i militari della stazione di San Martino in Rio, l’uomo perde la testa.
Gli uomini dell’Arma fanno per entrare a piedi nel cortile dell’abitazione, ma il 50enne non appena si apre il cancello automatico ingrana la retromarcia e fugge, rischiando di investire i due militari. L’allarme scatta subito. La segnalazione inviata alla centrale operativa del 112 parla di una Bmw in fuga. Questa viene individuata, poco dopo, è nei pressi di un bar sulle via Emilia. Alla vista dei carabinieri si lancia a tutta velocità lungo la statale.
A quel punto, i carabinieri accendono sirene e lampeggianti, per segnalare il pericolo a pedoni e veicoli: sono appena le 22.30 e c’è molta gente in giro. Dura circa trenta minuti l’assedio a tutta velocità per le vie del paese, fino a che la Bmw si infila in una via senza uscita nei pressi di via Cartesio. I carabinieri bloccano l’uscita con la pattuglia e a piedi si dirigono verso l’uomo. Il quale, però, non demorde: ingrana la retro e ancora cerca di investirli e schiacciarli contro la propria auto. Riparte l’inseguimento, durante il quale l’uomo cerca ancora di speronare i carabinieri.
Con la Bmw lanciata verso Reggio, scatta il coordinamento tra carabinieri e polizia. La centrale operativa del 113 viene allertata e invia sul posto due pattuglie delle Volanti: l’obiettivo è impedire alla berlina l’accesso alla città. Sei in tutto in mezzi all’inseguimento.
A Masone scatta il primo posto di blocco: la Volante si mette di traverso, gli agenti scendono. Quando, però, passa il 50enne si butta sull’unico varco aperto: la pista ciclabile. E passa.
La fuga prosegue ma la polizia è determinata a non far imboccare all’uomo la tangenziale. Il posto di blocco è efficace e la Bmw si infila in via Pasteur e poi in via Cocconcelli.
Alla rotatoria, scatta il primo blocco, ma il fuggitivo non si fa scrupolo di speronare sino a danneggiarla gravemente la pattuglia delle Volanti. Quando arriva su via Piacentini, l’uomo gira prima di arrivare a Fogliano e torna indietro, ma a questo punto scatta l’accerchiamento: da una parte i carabinieri, dall’altra la polizia. Non può più fuggire, nonostante tenti ancora di ingranare prima la retro, poi la prima in un ultimo e inutile tentativo di sfondamento.
Gli agenti e i carabinieri sono pronti e scattano su di lui, sino a riuscire finalmente ad ammanettarlo.
E’ in stato di arresto e dopo gli accertamenti del caso viene rinchiuso nel carcere di via Settembrini. E’ accusato di resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato e porto abusivo di oggetti atti a offendere: è stato trovato in possesso di un bisturi con manico di plastica.
Ma le contestazioni potrebbero non finire qui: è al vaglio del pubblico ministero di turno, la dottoressa Isabella Chiesi, quella di tentato omicidio, per i ripetuti tentativi di travolgere agenti e carabinieri.
Accertamenti sono in corso sulle condizioni psicofisiche dell’uomo e per capire se abbia assunto sostanze stupefacenti prima di mettersi alla guida e dare via a una fuga pericolosissima, avvenuta sotto gli occhi attonini di moltissimi cittadini.
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