«Chioschi, non aspettiamo che scatti la prescrizione»
L’assessore del Comune di Modena Vandelli nega che la giunta confidi nei “benefici” dei tempi giudiziari «Vogliano riqualificare il Parco, faremo nuove istanze. Non abbatteremo niente»
MODENA. «L’obiettivo dell’amministrazione è riqualificare il Parco della Rimembranza e nel tempo più breve possibile. Non c’è quindi alcuna intenzione di attendere la prescrizione, che vorrebbe dire aspettare anni. In questa fase però abbiamo le mani legate, non possiamo dare alcun impulso per accelerare il processo e il Comune non può certo decidere autonomamente di intervenire in un senso o in un altro».
L’assessore all’Urbanistica Anna Maria Vandelli commenta così la notizia del rigetto del ricorso dell’amministrazione da parte della Corte di Cassazione precisando che «il Comune affronterà il processo auspicando, come in ogni giudizio, tempi rapidi».
La Cassazione boccia il Comune. L’intervento arriva a ridosso della puntualizzazione fatta dopo l’ultima sentenza della Cassazione. Un altro no al dissequestro. La prescrizione appare infatti come una delle soluzioni per evitare l’abbattimento dei chioschi, secondo la linea del Comune: scatterà nel marzo 2019 e permetterà di dissequestrare i cantieri. Una soluzione sicuramente “furba” e veloce in alternativa all’attesa di tutto l’iter giudiziario che potrebbe richiedere parecchi anni, escludendo l’abbattimento. Ma è una soluzione che, dice ora la Vandelli, la giunta non prende in considerazione...
La difesa dell'assessore. La Vandelli precisa che la giunta è «a conoscenza dell’esito del ricorso, ma non abbiamo ricevuto ancora formalmente le motivazioni del rigetto e, ad ogni modo, tale decisione non ci impedisce di proporre nuove istanze, in quanto sono intervenute novità normative e altre modifiche al progetto sono allo studio».
«L’appello respinto – prosegue – riguarda un aspetto formale del mancato dissequestro, legato alle posizioni differenti espresse da diversi giudici, i quali hanno palesato evidenti e importanti diversità d'opinione. Siamo in presenza di orientamenti diversi, tali da rendere difficile, oggi, per il Comune, definire eventuali atti da assumere per dare un assetto all'area e farla tornare a essere frequentata e vissuta dalla città. Siamo in una situazione di grave incertezza che nuoce a Modena e abbiamo quindi bisogno di una sentenza di merito da parte del Tribunale penale di Modena in tempi rapidi».
"Cerchiamo soluzioni alternative". Rispetto a questioni tecniche e progettuali, l’assessore evidenzia che «il Comune non è in una situazione di oziosa attesa. Pur nella evidente incertezza della situazione non siamo fermi e stiamo valutando, insieme con i privati coinvolti, se ci possono essere soluzioni alternative di modifica al progetto dei chioschi attraverso l’introduzione di elementi nuovi che consentano di presentare una nuova istanza al Tribunale». (c.g.)
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