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Gli scout carpigiani al ricordo di Hiroshima

di Serena Arbizzi
Gli scout carpigiani al ricordo di Hiroshima

In Giapppone gruppo di 15 ragazzi guidati da Anna Obici e don Antonio Dotti che ha preso parte anche al raduno mondiale “Jamboree”. Novecento dall’Italia

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Una quindicina di giorni dall’altra parte del mondo, per partecipare ad un evento creato dall’anima scout per eccellenza, Baden Powell, e che ancora oggi viene proposto per ricreare quello spirito di unità e fratellanza che intende essere alla base del mondo scout. Diversi carpigiani hanno partecipato al ventitreesimo jamboree mondiale, che si è svolto in Giappone, accompagnati dalla capo reparto Anna Obici di Carpi 4 e dall’assistente ecclesiastico don Antonio Dotti, parroco di Limidi. Jamboree deriva da marmellata: ed è stata proprio una mescolanza di colori e di diverse religioni a costituire il filo conduttore di queste giornate di manifestazione durante le quali i ragazzi hanno potuto mettere in atto scambi con persone di diverse fedi e visitare luoghi che hanno segnato la storia. Il gruppo carpigiano è stato inserito nel reparto di formazione Emilia Romagna 1 “Federico Fellini”, all’interno del contingente italiano organizzato dalla Federazione italiana dello scautismo (Fis). Inoltre, sempre dalla Zona di Carpi ha partecipato al jamboree, nell’ambito dell’International Service Team (Ist), Paolo Vanzini, incaricato regionale dell’Agesci Emilia Romagna per la comunicazione. I primi tre giorni i ragazzi con i loro accompagnatori li hanno trascorsi a Kyoto in ‘home hospitality’, presso famiglie giapponesi. In seguito hanno raggiunto il grande campo di Yamaguchi. Fra i momenti certamente più toccanti, la visita degli scout a Hiroshima per la commemorazione del settantesimo anniversario dell’esplosione della bomba atomica. Inoltre, nel campo di Yamaguchi, il reparto Emilia Romagna 1 ha animato un momento di preghiera cattolica aperto agli scout di tutte le religioni e anche a quelli che non si riconoscono in un particolare credo. «Siamo appena tornati da queste giornate speciali - racconta Francesco Pettenati, giovane scout che ha partecipato al jamboree - Dell’Italia eravamo in 900 e, da tutto il mondo, sono arrivati 36mila ragazzi da 152 paesi. È stato bellissimo perché abbiamo ritrovato un grande spirito di fratellanza, anche tra culture e religioni diversi. Non c’erano soltanto scout cattolici. C’erano gli americani con i palestinesi, appartenenti a due realtà di solito in forte conflitto fra loro, mentre lì chiacchieravano e scherzavano. In generale, hanno partecipato musulmani, ebrei, religioni asiatiche come buddismo e scintoismo. Speciale il momento in cui abbiamo visitato Hiroshima. Ho realizzato solo li le sofferenze provate da chi ha subito quella catastrofe. Un americano è salito sul palco e piangendo ha detto che suo nonno era un pilota e che durante la guerra bombardò il Giappone. Si è scusato e ha ribadito con forza che queste tragedie non devono più succedere...».

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