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Pavullo, in piazza rinasce il mitico disco “Bamboo”

di Daniele Montanari
Pavullo, in piazza rinasce il mitico disco “Bamboo”

Il locale che ha ospitato generazioni di giovani rivive con un grande evento Ferrari: «Al Frignano serve un locale». Negozi aperti, band e auto d’epoca

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PAVULLO. Torna la febbre del Bamboo a Pavullo, il mitico locale disco degli anni '70-'90. Stasera dalle 21 ci sarà in piazza Borelli una serata amarcord che vedrà protagonista la musica ma soprattutto i dj dell'epoca, Stefano Foroni e Giordano Fornari, con cui si farà un salto indietro in un tempo che ha lasciato un ampio strascico. Come si possono dimenticare del resto gli anni in cui Pavullo era una capitale del divertimento notturno? La leadership in Appennino era indiscussa, tanto che di qui passarono praticamente tutte le grandi icone della musica italiana: da Vasco Rossi a Riccardo Cocciante, Renato Zero, Lucio Dalla, Nomadi, Pooh, Ricchi e Poveri, Dik Dik, Camaleonti, Banco del Mutuo Soccorso, Le Orme, Pfm, Roberto Vecchioni, Ornella Vanoni, Francesco Guccini e molti altri.

Tutti si sono esibiti in questo locale che aprì i battenti il 31 maggio 1972 con i Ricchi e Poveri e la Pfm, rappresentando una scommessa eccezionale per Marino Ferrari: «All'epoca - racconta - mancava un grande ritrovo per i giovani, allora con 4-5 ci giocammo tutto aprendo un locale secondo il progetto galattico steso dall'architetto Sergio Dallari di Sassuolo. Non fu semplice all'inizio, avevamo parecchi pensieri, ma poi le cose decollarono alla grande: venerdì, sabato e domenica era sempre pieno, con serate anche da mille persone. Al Bamboo venivano tutti i grandi artisti, i Nomadi li avrò chiamati 30 volte, ma sono passato anche grandi comici da Beppe Grillo a Gino Bramieri, Enrico Montesano e così via».

Durò vent'anni l'exploit, poi il 31 dicembre 1990 Ferrari lasciò il campo per concentrarsi su un altro locale che aveva aperto a Riccione, il Disco Roller Bamboo Beach. Il Bamboo originale però abbassò il sipario: la gestione passò ad alcuni giovani che lo ribattezzarono Mikos, destinato a chiudere definitivamente nel 1993. Poi arrivarono altri locali disco come il Settecento e il Kalika, ma anche questi col tempo abbassarono le serrande. E oggi in pratica Pavullo è privo di un grande punto di ritrovo per i giovani. Il che fa crescere la nostalgia: «Me l'hanno chiesto in tanti di organizzare una serata per ricordare il Bamboo - sottolinea Ferrari - ma sarà solo il primo atto. Il secondo andrà in scena il 26 settembre al ristorante Da Martino». Peraltro l'appuntamento di stasera è incorniciato da una giornata a tema, “Born to Be 70”, organizzata insieme ai commercianti di “Tutti per Pavullo” che vedrà nel pomeriggio l'esibizione di vari complessi in centro, tra splendide auto d'epoca. Insomma, a Pavullo c'è tanta voglia di ricordare quegli anni, testimoniata anche dal successo del gruppo Facebook “Noi del Bamboo” che ormai sfiora i mille componenti, tra post e immagini d'epoca tratte anche dal numero 4 della rivista “Il Frignano” (Adelmo Iaccheri Editore) che ha dedicato ampio spazio al mitico locale. Ma sembra esserci nell'aria qualcosa di più della nostalgia: «Quando si vedono questi rave party - chiosa Ferrari - si capisce che i giovani sono alla ricerca in tutti i modi di un posto per loro: serve un locale, e io sarei anche disposto a tornare in campo con la mia esperienza se c'è un gruppo di giovani disposto ad andare avanti. Il progetto c'è, e se non troviamo ostacoli, potrebbe concretizzarsi presto».

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