In campagna sta finendo la sete dell’estate Al minimo le richieste d’acqua ai Consorzi
Anche se il termometro conferma l’estate più calda degli ultimi due secoli, i responsabili dei Consorzi di Bonifica cominciano a tirare un sospiro di sollievo e incrociano le dita. Pochi giorni fa l’...
Anche se il termometro conferma l’estate più calda degli ultimi due secoli, i responsabili dei Consorzi di Bonifica cominciano a tirare un sospiro di sollievo e incrociano le dita.
Pochi giorni fa l’organismo che coordina gli interventi delle regioni padane ha dato il sospirato via libera all’afflusso delle acque del Garda e dei laghi della Lombardia nel Po. La sete delle campagne in pianura correva il rischio di compromettere i raccolti e nei giorni scorsi, con l’acqua a una spanna in meno dei 16 metri verso Boretto, le idrovore si affannavano a rovesciare il prezioso liquido dal “grande fiume” ai canali. Dalla Bassa sino a Carpi e Modena le prenotazioni per i turni di irrigazione, a 150 euro al giorno, si affollavano nelle segreterie telefoniche.
«Ora la situazione è più tranquilla - rassicura il direttore del Consorzio di bonifica Parmigiana Moglia, Domenico Turazza - Negli ultimi giorni i temporali sulle Alpi hanno fatto alzare il livello del Po e oggi siamo ben oltre la soglia di sicurezza. Se dieci giorni fa eravamo attorno ai 16,5 oggi siamo a 17. Questo fa tirare un sospiro di sollievo a tutti, a cominciare dagli agricoltori. Al tempo stesso l’innalzamento delle temperature, in questo luglio così caldo, ha anticipato la maturazione e quindi i raccolti. Di qui il minor ricorso ai prelievi d’acqua. Una cifra? Diciamo che rispetto a due settimane fa le richieste sono al 20-30%. La riprova viene anche dalle pompe idrovore sul Po che facciamo lavorare a ritmo meno sostenuto, anzichè 60 metri cubi al secondo portano acqua nelle nostre canalizzazioni con 20 metri cubi».
Saverio Cioce
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google