Incendio all’alba distrugge 600 rotoballe
A Trignano di Fanano. Danni per 20mila euro ad una storica azienda zootecnica: «Mai ricevuto minacce»
FANANO. Impressionante incendio ieri all’alba nella campagna di Trignano, dove nei pressi dell’azienda agricola “I Casoni” sono andate distrutte quasi 600 rotoballe in un campo.
L'allarme. L’allarme è scattato poco dopo le 5, quando il primo operaio in arrivo in azienda ha visto il fumo levarsi da una delle due cataste (le cosiddette “biche”) in cui era stato accumulato il fieno di là dalla strada. Il titolare Filippo Lelli è sopraggiunto subito tentando con l’escavatore di salvare l'altro mucchio, ma non c’è stato nulla da fare: le fiamme di sono rapidamente propagate. Sul posto sono sopraggiunti i vigili del fuoco di Pavullo perché i volontari di Fanano erano già impegnati in un altro incendio di fieno: quello che si è sprigionato giovedì a Guiglia, in via Barleda, durato tutta la notte nonostante abbia interessato poco più di un centinaio di rotoballe.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.11939058:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2015/08/15/fotogalleria/disastroso-incendio-a-trignano-1.11939058]]
Danni ingenti. Questo è stato sei volte tanto, al punto che non si esclude una recrudescenza delle fiamme anche oggi. Liberatisi da Guiglia, i vigili del fuoco di Fanano hanno quindi dato il cambio a Pavullo nelle 8, portando avanti con due autopompe un intervento impegnativo, viste anche le alte temperature della combustione. Il danno è pesante, in tutto sono andati persi 3mila quintali di fieno, per un valore medio di 7 euro al quintale: ci si aggira sui 20mila euro. Se fosse accaduto un paio d’anni fa sarebbe stato il doppio. Lelli, che porta avanti una lunghissima tradizione di famiglia, non ha potuto fare altro che assistere: «Non so come sia potuto succedere - ha detto - non mi era mai capitato. Voglio credere che dietro non ci sia la mano di nessuno».
Strano incendio. Difficile però pensare all’autocombustione alle 5 del mattino in giorni come questi in cui il terreno porta ancora i segni degli ultimi acquazzoni: il fieno era messo così dalla metà di giugno, e ha attraversato tutte le fasi più critiche dell'estate sul fronte siccità senza problemi. Peraltro fa pensare la coincidenza con l’episodio di Guiglia. Lelli, alla guida di un’azienda che produce 7mila quintali l’anno di latte per Parmigiano, sottolinea di non aver mai ricevuto minacce da nessuno e ricorda invece qualche ragazzata già subita in passato con balloni fatti rotolare in fondo al fosso. Ma questa è un’altra cosa.
È il più vasto incendio di questo tipo che si ricordi in tempi recenti nella zona. Ce n'era stato uno a circa un chilometro da qui cinque anni fa, ma erano 120 rotoballe.
Daniele Montanari
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
