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La corsa dell’infermiere «Scusate ho perso la testa»

La corsa dell’infermiere «Scusate ho perso la testa»

È pentito l’operatore Osa del Policlinico che ha speronato poliziotti e carabinieri «Ho grossi problemi con la mia compagna». Per il momento rimane in cella

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«Ho perso la testa, chiedo scusa a tutti». Atteggiamento contrito e il peso di quanto di folle ha combinato forse focalizzato meglio nei giorni, fino a qui trascorsi in carcere.

Ha affrontato con questo spirito - ieri mattina - l’udienza di convalida dell’arresto il 50enne di origine napoletana Antonio Parisi, che fa l’operatore Osa al Policlinico di Modena, e che è accusato di tentato omicidio (oltre che di resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato e porto abusivo di oggetti atti ad offendere) per aver tentato ripetutamente - martedì sera - di investire agenti di polizia e carabinieri fra Rubiera e Reggio, mettendo seriamente in pericolo anche la sicurezza di non pochi ignari automobilisti che l'hanno incrociato mentre fuggiva inseguito dalle forze dell'ordine.

Assistito dal legale Sara Benevelli (che ha sostituito la collega di studio Vera Sala), il 50enne ha legato quella folle fuga ai gravi problemi sentimentali con la compagna (i due vivono insieme in un appartamento a Rubiera) con cui ha talmente litigato martedì sera nel cortile condominiale da spingere i vicini di casa a chiamare i carabinieri.

E il bisturi che aveva con sè? Ha detto - sempre davanti al gip Giovanni Ghini nell’udienza tenutasi in carcere - di averlo preso al Policlinico di Modena (dove lavora come operatore socio sanitario) per danneggiare quel giorno il sellino della sua bicicletta (l’uomo infatti viene solitamente a Modena in treno, poi inforca in stazione le due ruote e raggiunge così il posto di lavoro) e renderla in tal modo meno appetibile per i ladri e non farsela così rubare.

Il gip Ghini deciderà nelle prossime ore sulla misura restrittiva. La difesa ha chiesto la liberazione o in subordine una misura meno afflittiva rispetto a quella del carcere.

«Sono andato nel panico vedendo tutte quelle forze dell’ordine» ha rimarcato Parisi nell’interrogatorio. Sta di fatto che l’uomo non si è fatto scrupoli a speronare le auto di servizio che hanno cercato di bloccarlo, riuscendovi dopo circa un’ora di folle corsa da parte dell’uomo, correndo non pochi rischi da parte degli uomini (poliziotti e carabinieri) impegnati nel’inseguimento. Una volta catturato, il cinquantenne ha detto anche di aver sniffato cocaina prima di combinare quel pandemonio, ma sul punto non vi è ancora la conferma delle analisi effettuate sull’operatore Osa, inoltre non è stata trovata droga nella sua abitazione che è stata comunque sottoposta a perquisizione. (t.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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