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Modena Parts, un’azienda che innova sui ricambi

di Felicia Buonomo
Modena Parts, un’azienda che innova sui ricambi

Nata nel 2000, non ha fatto un giorno di cassa integrazione. Assunzioni in arrivo Il titolare Gabriele Verucchi: «Su 13 milioni di fatturato l’export arriva all’85%»

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È riuscita a combattere i venti della crisi, nonostante il calo del 2009 per la congiuntura, ed è riuscita a non fare nemmeno un giorno di cassa integrazione. Ha vinto dopo che un incendio ha distrutto la sede. E pure dopo la nevicata di febbraio, che ha messo a repentaglio nuovamente la struttura aziendale e il titolare schiacciato sotto una trave di ferro.

La storia di Modena Parts, azienda meccanica dei Torrazzi a Modena, 50 dipendenti e 13 milioni di euro di fatturato (l'85% destinato alle esportazioni), ha un sapore più intenso del semplice successo aziendale. Modena Parts è nata nel 2000, quando Gabriele Verucchi ha deciso di avviare l'attività per produrre ricambistica non originale per macchine movimento terra: di fatto prodotti adattabili, costruiti su specifiche dell’impresa modenese, che ha sul territorio circa il 25% della sua filiera.

«Abbiamo sempre registrato una crescita costante - spiega Verucchi - Anche nel 2009, dove abbiamo registrato un calo, ma siamo ugualmente riusciti a mantenere l'occupazione e, anzi, non abbiamo mai fatto nemmeno un giorno di cassa integrazione. Noi ci occupiamo di ricambistica, abbiamo sempre lavorato su un prodotto di qualità, innovandoci continuamente. Al calo registrato nell'anno della crisi, abbiamo risposto allargando la gamma di prodotti da offrire ai clienti. E questo ci ha aiutato negli anni successivi».

Così l'anno scorso Verucchi stava meditando di allargarsi, trasferirsi in una sede più grande. Ma un evento gli ha fatto cambiare idea. Un incendio ha quasi distrutto l’intera fabbrica, con la perdita di sei magazzini automatici verticali, scaffalature, due terzi delle merci, muletti e strumenti vari. Ma in soli tre mesi erano già pronti a ripartire, nella vecchia sede, ricostruita. «Abbiamo deciso di non trasferirci più - aggiunge Verucchi - abbiamo chiesto al Comune l'autorizzazione per montare delle tensostrutture per poter lavorare mentre si ricostruiva la fabbrica. Nel giro di poche ore le abbiamo avute e a gennaio eravamo operativi».

Ma i problemi non sono finiti, perché un mese più tardi la nevicata del 6 febbraio ha messo a dura prova Verucchi e la sua attività. Quando la mattina il titolare è andato in azienda per valutare gli effetti della nevicata una parte del tetto è collassata, una trave di ferro gli è caduta in testa, schiacciandogli un polmone e rompendogli cinque vertebre.

Per una settimana è stata ricoverato in rianimazione. Ma appena fuori subito al lavoro.

«Il nostro è un team di lavoro straordinario - dice Verucchi - In pratica non ci siamo fermati, nonostante la mia assenza. Non abbiamo mai preso in considerazione l'idea di mollare, sapevamo che potevamo farcela. Ed entro la fine dell'anno contiamo di assumere altre tre-quattro persone, a tempo indeterminato».

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