«Tari, aumento misterioso Era impossibile approvarlo»
CAMPOGALLIANO. Una Tari che aumenta del 3,4% e una maggioranza che approva senza sapere perché. Questa la critica mossa da Marco Rubbiani e Valeria Vandelli di Centrodestra Progetto Campogalliano...
CAMPOGALLIANO. Una Tari che aumenta del 3,4% e una maggioranza che approva senza sapere perché.
Questa la critica mossa da Marco Rubbiani e Valeria Vandelli di Centrodestra Progetto Campogalliano dopo la discussione in consiglio comunale sulla Tariffa dei rifiuti per il 2015. Tariffa calcolata con modalità definite dalla legge 158 del 1999: la regola fondamentale è che deve coprire tutti i costi dell’anno precedente.
«L’ente gestore del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, nel nostro caso Hera, presenta ad Atersir, l’ente regionale preposto al controllo e alla definizione delle tariffe, i costi che ha sostenuto nell’anno precedente - spiegano Rubbiani e Vandelli - e Atersir esegue controlli a campione su questi costi. Se li riconosce congrui, approva il piano finanziario. Il controllo di Atersir è quindi l’unica difesa del cittadino da costi impropri. Eravamo rimasti perplessi di fronte alle cifre richieste nel 2014. Avevamo chiesto, già allora, un incontro di approfondimento con la stessa Atersir, richiesta sposata anche dal capogruppo di maggioranza e dal sindaco. Per noi è importante capire perché ci siano costi così alti a fronte di un buon livello di differenziazione della raccolta. E riteniamo che ancor più in questi momenti sia necessario lavorare per abbassare la spesa sostenuta dai cittadini. Questo alla luce del fatto che la Tari è il costo maggiore sostenuto dai cittadini (circa 1,5 milioni di euro), terzo in elenco dopo il costo dell’Unione Terre d’Argine (2,4 milioni) e quello del personale (circa 1,6 milioni). Nonostante fosse stato promesso, l’incontro non è mai stato organizzato dall’amministrazione. Inoltre, durante l’incontro informativo promosso dalla giunta con Hera e Atersir all’inizio di luglio, il funzionario Atersir ha ammesso che a causa della carenza di personale da tre anni non si fanno controlli. Di fronte a tutto ciò, il sindaco ha risposto che la scelta di dare priorità ad altri punti del programma e di non analizzare meglio il costo della gestione rifiuti è una scelta politica, voluta dall’amministrazione».
«Il risultato finale di questa scelta è che nessun amministratore può dire con certezza se i costi sono giusti, e la Tari 2015 nel frattempo aumenta del 3,4 %. Non avendo elementi validi per valutare se questo sia corretto o no, abbiamo voluto sottolineare la mancanza di rispetto verso le promesse fatte: non abbiamo potuto controllare. Così abbiamo abbandonato la seduta».
Nicola Calicchio
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