Una piazza gremita per l’Assunta
Grande partecipazione alla celebrazione solenne che si è tenuta il 15 agosto
Con un applauso personale, monsignor Francesco Cavina, ha voluto ringraziare le centinaia di carpigiani che hanno partecipato, il giorno di Ferragosto, alla solenne celebrazione eucaristica in onore di Maria Assunta in Cielo, svoltasi in piazzale Re Astolfo. Ha fatto seguito la tradizionale processione, alla presenza del sindaco di Carpi, Alberto Bellelli, delle autorità civili e militari, dei sempre più numerosi fedeli con la statua della Madonna che ha percorso il cuore della città passando davanti alla cattedrale, la sua vera e ancora inaccessibile “casa” che mostra le ferite post terremoto a causa delle impalcature che ne coprono la bella facciata per i restauri di consolidamento.
Al suo passaggio, anche le tante persone che erano sedute nei vari locali cittadini a chiacchierare o a fare colazione, si sono alzati oppure si sono «tolti il cappello in segno di rispetto» come ha sottolineato con gioia monsignor Cavina. D’altronde come non si può non rendere merito a chi raggiunge il quinto secolo di esistenza?
In processione vi era una copia della statua perché l’originale è attualmente in restauro in castello, dove verrà esposta nella mostra che si terrà a settembre in occasione dei cinquecento anni della cattedrale. Fu realizzata nel 1515 in legno di cedro, policroma e dorata, da Gaspare Cibelli, scultore e intarsiatore carpigiano, negli anni in cui operava a Parigi e da dove la statua proviene. Lo stesso anno venne acquistata e donata alla Collegiata da Alberto III Pio e fu portata in processione a Carpi per la prima volta nel 1516. Chissà se il prossimo anno sarà finalmente possibile celebrare la festa dell’Assunta all’interno della cattedrale senza impalcature che la snaturano ma con le porte spalancate per far entrare i fedeli in processione dietro la statua originale della Madonna che rientrerà nella sua nicchhia posta nell'abside?
Non rimane che affidare tutto a Maria Assunta come ha sostenuto il vescovo Cavina nel corso della sua omelia in cui ha esortato i presenti a prendere Maria come «modello da imitare» soprattutto in momenti come questi dove tutti vengono sempre più assorbiti ed indirizzati a modelli di vita che ricercano solo i beni materiali, perdendo di vista i beni eterni quali la riscoperta dei valori umani, la valorizzazione dei rapporti in famiglia e con gli amici, la cura del prossimo, la tutela ed il rispetto dell’ambiente.
Infine monsignor Cavina ha voluto unire le preghiere della diocesi di Carpi a quelle delle diocesi che in Francia hanno dedicato le celebrazioni avvenute nel giorno di Ferragosto a tutti i cristiani perseguitati e che rischiano la vita in Medio Oriente.
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