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«Aimag, se serve un socio preferiamo Tea a Hera»

di Rino Filippin
«Aimag, se serve un socio preferiamo Tea a Hera»

Gaddi del Movimento 5Stelle: «Il servizio deve restare in mano a imprese locali» Roberto Benatti, Fi: «Il gruppo quotato pensa alla finanza più che agli utenti»

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«Se proprio dobbiamo metterci qualcuno in casa, allora è meglio Tea di Hera».

È questa l’unanime considerazione da parte delle opposizioni in Consiglio all’indomani della pubblicazione sulla Gazzetta della notizia che appunto Tea, la società virgiliana a cui fanno capo numerosi Comuni dell’area di Mantova, sta preparando i documenti da presentare ad Aimag con l’obbiettivo di entrare con una quota importante nella società presieduta da Mirco Arletti.

«Premetto - dice Eros Andrea Gaddi, consigliere del Movimento 5 Stelle - che io sono per l’acqua pubblica, come d’altra parte tanti italiani che hanno votato in tal senso ai tempi del referendum sul tema. Detto questo penso che Hera, attuale socio di minoranza di Aimag, debba restare al massimo al livello della quota attuale. Eventuali sinergie devono essere trovate con aziende come la nostra il cui scopo è offrire servizi nell’interesse esclusivo dei cittadini utenti. Credo che Tea, nel caso fosse proprio necessario trovare nuovi partner, potrebbe avere le caratteristiche giuste. Bisognerà - conclude - approfondire a settembre quando la società mantovana presenterà ufficialmente la sua manifestazione d’interesse verso Aimag».

Anche Roberto Benatti di Forza Italia non crede che sia una buona idea prendere in considerazione la possibilità che Hera possa aumentare il proprio peso azionario in Aimag. «Hera - spiega Benatti - fa parte del mondo dell’alta finanza: a quel tipo di società interessa che il titolo salga in Borsa più che la soddisfazione degli utenti. Aimag deve restare ancorata al nostro territorio e far lavorare le aziende locali per creare ricchezza e un circolo virtuoso che fa bene all’economia locale. In un contesto simile quindi vedo meglio la multiutility Tea anche alla luce di sinergie importanti sul porta a porta e sulle discariche. Non vorremmo incrementare la quota di rifiuti da far bruciare negli impianti di Hera. Più che ai grafici azionari positivi - conclude - sono interessato alla salute dell’aria che deriva dalla raccolta differenziata».

Per Giorgio Verrini, consigliere comunale di Carpi Futura, l’ideale sarebbe mantenere Aimag nelle mani pubbliche in cui si trova, con il Comune di Carpi primo azionista della multiutility.

«Se proprio serviranno fondi - dice Verrini - si potrebbe procedere a una ricapitalizzazione. Io credo che sia assurdo vendere un’azienda che funziona bene. Anzi direi “svendere”. Il Pd, che io a Carpi chiamo ancora Pci visto che l’influenza renziana è ridotta al minimo, in questo caso tende a muoversi in una strategia che non mi pare quella votata a fare gli interessi dei cittadini. Dovremo vigilare tutti e seguire molto attentamente questa vicenda per non trovarci di fronte a situazioni a cui non si potrà poi porre rimedio».

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