Ecco l’eremo del borlengo
Agriturismo Beneverchio a Pavullo: si degusta immersi nella natura appenninica
«Qui si sente il rumore del silenzio», ama affermare Ornello. Ed è così infatti, in questo luogo di quiete quale è l'Agriturismo Beneverchio. Si trova su una piccola altura, che permette una splendida vista sulla natura circostante. È situato a poca distanza da Pavullo, in un ambiente naturalistico percorso da sentieri tanto affascinanti da essere denominati “sentieri della luce”. L'edificio, risalente al 1450, un tempo ospitava i pellegrini che, diretti a Roma, percorrevano la via Nonantolana-Romea. I padroni di casa sono Ornello e Claudia, amanti della natura e della buona cucina, di quelle di “una volta”. In cucina infatti si attengono ad antiche ricette dell'Ottocento, molte delle quali a base di erbe curative, ed utilizzano la farina del Gentil Rosso, un antico frumento tenero risalente al 1800 e particolarmente diffuso nei primi anni del Novecento. Le crescentine qui sono cotte ancora nel camino con le tigelle, mentre i borlenghi sono preparati nelle “cotte” o nel camino con il sole. I due raccontano che queste erano le tradizioni di famiglia, e che, per quanto riguarda il borlengo, non vi era nessuno in casa che non lo sapesse fare. Lo si mangiava soprattutto in inverno, e ognuno lo cuoceva a modo proprio, perché, spiegano, il “vero” borlengo non è morbido o croccante, “è a gusto della persona”. Nel 2001 la cucina dell'agriturismo ha ricevuto dall'Accademia della Cucina un riconoscimento come “Cucina eccelente”. Ad ogni sala da pranzo dell'agriturismo Ornello e Claudia hanno assegnato un nome di antica tradizione e con particolari significati: vi è la camera del “Settimo Sigillo”, dove pranzavano le “menti pensanti della casa”, quella del “Palio delle Dame”, camera dedicata alle sole donne e infine vi è la sala del “Nascimento dell'Aurora”, dove pranzava il figlio primogenito. Ogni sabato sera inoltre i due proprietari della casa ricevono i propri ospiti vestiti con abiti del Seicento, Settecento e Ottocento.
Nell'agriturismo è possibile soggiornare in camere arredate con mobilio della tradizione contadina e partecipare alle attività dell'azienda scoprendo i vari cicli di produzione, trasformazione e consumo di prodotti. Ornello e Claudia organizzano “settimane tematiche” come quelle della mietitura, trebbiatura, potatura e raccolta, e permettono ai propri ospiti di assistere alla macellazione e lavorazione della carne.(mm)
Tratto da
“La disfida del borlengo”
Edizioni Artestampa
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