Sanità, tagli all’assistenza: «Bisogna ridurre i costi»
Per il fondo sociale del territorio e la non autosufficienza 250mila euro in meno Ricci dell’Unione del Frignano: «Servono sinergie con il mondo del volontariato»
PAVULLO. Sarà un anno di cambiamenti sul fronte assistenziale per il distretto sanitario di Pavullo, costretto a fare i conti con una riduzione delle risorse a disposizione a metà anno, rivedendo alcune scelte programmatiche. Il punto è stato fatto ieri presso la sede dell'Unione del Frignano, in un incontro che dalle 18 alle 20 ha visto riuniti sindaci (Romano Canovi per Pavullo, Roberto Rubbiani per Serra e la vice Marta Melloni Gandolfi per Fanano), associazioni di volontariato, gestori delle strutture per anziani e sindacati per avere un primo quadro sugli obiettivi e le iniziative da disporre all'interno del Programma Attuativo Locale per la salute e il benessere sociale. Il documento programmatico insomma su tutto quanto non è strettamente ospedaliero e quindi di competenza del Pal (Piano Attuativo Locale). Una data piuttosto insolita quella del 17 agosto per discutere di temi del genere, ma legata alla scadenza disposta dalla Regione per presentare il piano 2015: le indicazioni sono arrivate il 15 luglio, con una deadline per la compilazione del documento fissata al 31. Poco tempo, troppo poco, al punto che il Comitato di distretto (formato dai dieci sindaci del Frignano) ha chiesto il rinvio al 20 agosto. Questo significa che domani tutti dovranno dare il via libera al documento, di qui l'urgenza dell'incontro pubblico. Era dal 2013 che non si faceva, perché l'ultimo piano era biennale. Ora l'orizzonte è annuale e nel frattempo dal 1° gennaio 2014 è intervenuta la rivoluzione che ha sciolto la Comunità Montana per far nascere l'Unione con le varie gestioni associate, prima fra tutte quella dei servizi sociali. Ed è questo l'ambito cruciale nel nuovo piano, che deve fare i conti con una coperta sempre più corta. I dati sono stati illustrati da Emanuela Ricci, responsabile dell'Ufficio di Piano, insieme al dottor Andrea Spanò, da luglio nuovo direttore del distretto sanitario. E parlano in sostanza di 70mia euro in meno nell'ambito del fondo sociale locale, e circa 180mila in quello per la non autosufficienza. Mentre sul primo fronte c'è la speranza che la Regione colmi il gap, sul secondo il dato pare ormai definitivo. E questo significa che bisognerà limare nell'assistenza, puntando sulla domiciliarità ma anche su una fotografia nuova delle esigenze del territorio. «Dobbiamo passare da un modello assistenzialistico a uno a progetto», ha sottolineato la Ricci parlando dell'importanza del cosiddetto “community lab”, sorta laboratorio da aprire con le realtà territoriali, a partire dal volontariato, per capire che nuove sinergie adottare per ridurre i costi. Dovrà esserci una riduzione nella spesa per il soggiorno degli anziani nella Rsa di Villa Pineta, a Gaiato, così come per i disabili che ruotano su Casa della Mariola, ad Acquaria. Ma è probabile che ci sarà anche una riduzione dei posti letto accreditati presso le case per la terza età private. «Da anni ci siamo abituati a garantire un 4-5% di assistenza oltre le nostre possibilità, grazie a un tesoretto che avevamo. Ora quel tesoretto è finito», ha rimarcato Spanò. I dieci comuni hanno garantito uno stanziamento di 1,3 milioni al settore, lo stesso importo dell'anno scorso nonostante i tagli. Ma i soldi in parte andranno spesi diversamente.
Daniele Montanari
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