Tragedia di Ravenna: colpo di sonno per il 21enne che ha travolto la famiglia Giunta
L'autista dell'Audi A3 piombata sulla Fiat Punto è risultato negativo all'alcoltest e ai test tossicologici. Si sarebbe trattato di un colpo di sonno.
RAVENNA. Un colpo di sonno. Gli esiti degli esami tossicologici verranno consegnati oggi oppure al massimo fra qualche giorno, ma vengono dati già per scontati. Diranno che il guidatore dell’Audi A3 era “pulito”, senza droghe oltre che senza alcol (come già in precedenza accertato).
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Gli agenti della polizia stradale di Ravenna non avevano però dubbi: ad accendere la miccia della terribile tragedia che ha distrutto la famiglia Giunta è stato un colpo di sonno, un momento di completa assenza del guidatore. Lo possono sostenere, senza ancor aver avuto le prove degli esami disposti presso i laboratori Ausl di Pieve Sistina, proprio per la loro esperienza sul campo, per aver accertato le tracce, seguito il percorso dell’auto impazzita che dopo il new jersey l’ha fatta rimbalzare verso il casello autostradale e che poi, al successivo impatto, è volata in aria rovesciandosi e planando sulla Punto della famiglia modenese.
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Il fattore chiave, secondo la Polstrada, lo si può notare osservando il video dell’incidente. Un video che volutamente il comando ravennate ha voluto diffondere e rendere così fruibile, in modo che possa servire da deterrente, che possa non solo creare giusti timori ma soprattutto educare.
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Si vede chiaramente come la vettura con i due ragazzi di Macerata a bordo vada sparata nell’anomala direzione verso la barriera di cemento: non c’è segno di frenata e nemmeno un tentativo disperato, dell’ultimo istante, di deviare, di spostare la traiettoria. Solitamente, afferma la Stradale, anche una persona “fatta”, per quanto drogata o ubriaca, ha una specie di reazione “di sopravvivenza”, cerca di fare una qualsiasi cosa per salvarsi, ci prova perlomeno. In questo caso no, tutto avviene senza controllo. L’Audi con i due ragazzi di 21 e 22 anni di Macerata, viaggiava ai 130-150 chilometri all’ora, e non ha né frenato né si è spostata per evitare l’impatto: tutto avviene senza controllo. Probabile che fosse azionato il “cruise control”, il dispositivo che mantiene una velocità fissa di crociera.
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Il conducente, il 21enne U.M.E., che è anche arbitro federale di calcio, è indagato per duplice omicidio colposo. L’amico, il 22enne D.P., al momento dell’incidente stava dormendo. Gli agenti hanno ascoltato le dichiarazioni del 21enne alla guida: ricorda il prima, un po’ il dopo ma non i momenti dell’incidente. I due ragazzi, come avevano postato su Facebook, ci tenevano molto a quel fine settimana in riviera.
“Sarà un week end indimenticabile”, era scritto. I due erano andati a Rimini, in particolare nel locale L’Altro mondo studio’s per seguire la nottata proposta da un dj di fama internazionale. Dopo aver passato la notte in bianco i due amici si sono recati a Mirabilandia, al parco giochi.
Tutto un continuum, senza additivi ma senza sosta, senza il riposo. E poi di nuovo in auto per andare, come sembra, a Milano, per altri appuntamenti. La polizia stradale vuole sottolineare come sia fondamentale lo stato psico-fisico del conducente, insistendo sul fatto che non solo l’alcol e le sostanze stupefacenti sono deleterie, ma che anche la “normale” stanchezza e la distrazione incidono profondamente sui comportamenti di chi guida, con conseguenze, come abbiamo visto, purtroppo fatali.
Fatali questa volta non per i due ragazzi, alla fine incredibilmente illesi, ma per la famiglia Giunta di Modena.
Al casello sulla A14 bis di Cotignola, all’interno di una Fiat Punto, vi erano padre, madre e figlio che avevano appena terminato le loro ferie. Una quindicina di giorni in un bungalow al campeggio Villaggio dei Pini di Punta Marina di Ravenna.
L’Audi, che si era impennata, è finita sopra la Punto schiacciando e uccidendo sul colpo Andrea Giunta, 56 anni, nativo di Caltanisetta e abitante con la famiglia a Modena in un condominio di via Anfossi. Deceduto anche il figlio, Michele, 19enne studente all’ultimo anno dello Spallanzani di Castelfranco. Ferita gravemente la mamma, Maria Carmela Di Altiero, originaria dell’Avellinese, che lavora, come il marito, alla Cnh New Holland. La 51enne è ricoverata all’ospedale Bufalini di Cesena, nel reparto di Chirurgia d’urgenza: è in prognosi riservata ma non è in pericolo di vita.
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